Carlo Goldoni
L'ippocondriaco

PARTE PRIMA

SCENA SECONDA   Ranocchio e detta.

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SCENA SECONDA

 

Ranocchio e detta.

 

RAN.

Ehi, Melinda, Melinda. (di dentro)

MEL.

Un sol momento

Ei non mi lascia in pace.

RAN.

Melinda, dico. Oimè! Non mi sentite?

Io vi chiamaiforte,

Che quasi in petto mi crepò una vena.

MEL.

(Oh lo volesse il ciel!) Dolce marito,

Che volete da me?

RAN.

Quelle finestre

Mi faranno crepar. Vel dissi ancora:

Serratele in malora.

MEL.

Aperte io le lasciai

Per esalar la puzza

Dell'olio, degli empiastri e degli unguenti,

E del pessimo odor degli escrementi.

RAN.

Oh questa si ch'è bella!

Volermi far morir per pulizia!

Appena appena intesi un po' di vento,

Mi si gonfiò la testa. Il cor mi trema

Che mi venga nel capo un'apostema.

MEL.

Possibile che a nulla

Vaglian tanti rimedi?

RAN.

Oh Dio, nol so.

Dacché presi il mercurio,

Ch'oggi si è reso arcano universale,

Sento crescermi il male. Io non lo veggo

Passar per le calzette, oh me infelice!

Certo la pelle mia non avrà pori.

Che m'apran dopo morte io mi contento.

So che mi troveran l'ossa d'argento.

MEL.

Signor, non dubitate,

Quest'esperienza farò far io stessa.

RAN.

Il malan che vi colga!

Puol esser che crepiate

Prima di me.

MEL.

Nol nego;

Io son sana però.

RAN.

Vedrete in breve

Che sarò sano anch'io.

Già da un amico mio

Mi fu proposto un chimico eccellente

Che guarisce ogni male, e non vuol niente.

MEL.

È molto generoso!

RAN.

È un uom dabbene.

Cinque doppie gli diedi

Per comprar gl'ingredienti,

Due per far il fornello, e tre per l'oro;

E il galantuom del suo vi mette i grassi,

Il carbon, la fatica, il tempo, i passi.

MEL.

(Oh quanti ne conosco

Di simil profession!)

RAN.

Mi sento fiacco.

Presto, presto da pranzo.

MEL.

Son due ore di sole,

E volete pranzar?

RAN.

Voi non sapete

Della mia infermità gli strani effetti;

Questa mattina è tanto il mio tormento,

Che mi mangio un cappone in un momento.

MEL.

Io vado a preparar. (Sì, voglio darti

Un pranzo sulla giusta).

RAN.

Abbiate a cuore

Questo povero infermo.

MEL.

Non temete;

Del sincero amor mio certo voi siete.

 

V'amo (v'aborro),

Dolce marito.

Vorrei

(Morto) guarito.

Vi bramo sanato

(Vi bramo crepato)

Con tutto il mio cor.

S'io dar vi potessi,

Diletto consorte,

La vita (la morte),

Avrei men dolor. (parte)

 

 

 


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