Carlo Goldoni
L'isola disabitata

ATTO PRIMO

SCENA OTTAVA   Roberto, e detti in disparte

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SCENA OTTAVA

 

Roberto, e detti in disparte.

 

ROB.

Care selve deliziose,

Le bellezze in voi nascose

Vien quest'alma a rintracciar.

Par che dica - l'ombra amica:

Vieni in pace a riposar.

 

GAR.

Sentite il delirante?

Va parlando coll'ombre e colle piante.

Andiamo in altra parte,

E narratemi tutto a parte a parte. (a Gianghira)

ROB.

(E chi è colei vestita

In abito chinese?) (da sé)

Garamone. (chiamandolo)

GAR.

Aspettate;

Ora sono da voi. (a Gianghira) Che comandate? (a Roberto)

ROB.

(Quella donna è straniera?) (piano a Garamone)

GAR.

(Oh, non signore:

Sulle navi con noi venuta è anch'ella,

Ma la povera donna è pazzarella.

Trovato ha quel vestito

Da un marinar chinese,

E le par d'esser nata in quel paese). (piano a Roberto)

ROB.

(Povera giovinetta!

Degno di compassione è il suo difetto). (piano a Garamone)

GIAN.

(Peccato ch'ei non abbia il suo intelletto) (da sé)

ROB.

Accostatevi un poco.

GIAN.

(Non ardisco). (da sé)

GAR.

(Egli mena le man, ve l'avvertisco). (piano a Gianghira)

ROB.

Via, sfogatevi meco,

Se a consolarvi io vaglio;

Lo sapete ch'io son grande ammiraglio.

GAR.

(Vi par poco impazzito?

Egli non sa chi siate,

E pretende che voi lo conosciate). (piano a Gianghira)

GIAN.

(Grande infelicità!) (piano a Garamone)

ROB.

Dite. (a Garamone)

GAR.

Signore.

ROB.

(Si sa perché è impazzita?) (piano a Garamone)

GAR.

(Credo che qualchedun l'abbia tradita.

Anzi, per vostra regola,

Disse nel rimirarvi

Che le venne il prurito di ammazzarvi). (piano a Roberto)

ROB.

(Fate che immantinente

La giovane furente

Sia custodita bene.

Itene a ritrovar ceppi e catene). (piano a Garamone)

GAR.

Subito, sì signore.

GIAN.

Ehi. Cosa dice? (a Garamone)

GAR.

(Egli contro di voi

La testa ha riscaldata,

E vorrebbe vedervi incatenata.

Presto, venite meco). (piano a Gianghira)

ROB.

Amico, udite.

(La giovine qui resti, indi tornate

A custodirla con persone armate). (a Garamone)

GAR.

(Badate che il delirio non la prenda). (a Roberto)

(Non vorrei si scoprisse la faccenda). (da sé)

 

Vi parlo per bene, - lasciatela star.

Signor, non conviene - coi pazzi trescar.

Restate per ora, - vi devo lasciar. (a Roberto)

Col pazzo, signora - non state a parlar. (a Gianghira)

Non dite chi siete.

Se parla, tacete. (a Roberto)

(Se - l'inganno,

Mi fanno tremar). (da sé)

Per or vi consiglio - di starle lontan. (a Roberto)

Fuggite il periglio, - ch'ei mena le man. (a Gianghira)

(Con arte ed ingegno

Riuscir nell'impegno

Mi voglio provar). (da sé, indi parte)

 

 

 


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