Carlo Goldoni
L'isola disabitata

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA   Panico, poi Marinella

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SCENA SECONDA

 

Panico, poi Marinella

 

PAN.

Obbligato, signore,

Della sua cortesia, del suo buon core.

Se trovassi Giacinta e Carolina...

Ehi dite, ragazzina, (a Marinella che arriva)

Avete voi vedute

Carolina e Giacinta?

MAR.

Sì, signore,

Le ho vedute, saran cinque o sei ore.

PAN.

Ditemi dove son, se lo sapete.

MAR.

Subito ve lo dico;

Se vi preme di lor saperne nuova,

Le potete cercar: chi cerca, trova.

PAN.

Non mi fate arrabbiar secondo il solito.

MAR.

Credo che siano andate...

Ma vi preme davver?

PAN.

Via, dite su!

MAR.

In verità, non mi ricordo più.

PAN.

Ragazza impertinente. (la minaccia)

MAR.

Ehi, lasciatemi stare,

Che le mani ancor io saprò menare.

PAN.

Via, se volete dirmi dove sono,

Questi dolci son vostri; io ve li dono.

MAR.

Davver?

PAN.

Signora sì.

MAR.

Datemi i dolci in prima.

PAN.

Eccoli qui. (le cose dolci)

MAR.

Carolina e Giacinta

Van camminando con i piedi suoi

Per quest'Isola anch'esse, come voi.

PAN.

Ora un paio vi do di bastonate.

MAR.

Provatevi; paura non mi fate.

 

Son ancor giovine,

Tenera ancor,

Ma non per questo,

Ve lo protesto,

Dei brutti musi

So paventar.

Se vi pensate

Colle bravate

Farmi tremar,

Siete pur semplice,

Dolce di cor. (parte)

 

 

 


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