Carlo Goldoni
L'isola disabitata

ATTO SECONDO

SCENA SEDICESIMA   Carolina, Giacinta, Valdimonte, Garamone, Panico

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SCENA SEDICESIMA

 

Carolina, Giacinta, Valdimonte, Garamone, Panico

 

VAL.

Garamon, di costoro

Cosa credete voi? (piano a Garamone)

 

GAR.

(Dubito sian Chinesi come noi). (piano a Valdimonte)

 

VAL.

(Forti nella finzione).

 

GAR.

(Forti fin che si può).

 

PAN.

(Che ci conoscan?) (piano a Carolina e Giacinta)

 

CAR.

(Non lo credo). (piano a Panico)

 

GIAC.

(Oibò). (piano a Panico)

 

 

(Gli stromenti tornano a ripigliare l'aria di prima, e i finti Chinesi fanno fra di loro i soliti passi, colle solite cerimonie)

 

 

VAL.

} a due

Karamenitzkatà.

Macaccorebeccà.

Ti menaccà - paraticà,

Baracca papagà. (verso degli altri mostrano che queste parole siano complimenti chinesi)

GAR.

GIAC.

(Sentite!) (a Carolina e Panico)

 

CAR.

(Che han detto?) (a Panico)

 

PAN.

(Chi diavolo il sa?) (piano a Carolina)

 

CAR.

} a due

Panciri nascattà.

Penaci caraccà.

Timpana , timpanaccà. (corrispondono con simili complimenti)

GIAC.

PAN.

Scarbocci mascabà.

Chichirichi caccaraccà,

Quaiotta squaquarà.

 

 

VAL.

(Che han detto capite?)

 

GAR.

(Io no, in verità).

(Tornano a fare alcune cerimonie, colle quali Carolina si accosta a Valdimonte, e Giacinta a Garamone, e Panico nel mezzo)

 

 

CAR.

Baronacaccà. (a Valdimonte)

 

GIAC.

Bricconacaccà. (a Garamone)

 

PAN.

Garamon caccà.

Valmonta caccà.

 

VAL.

} a due

Ah ah, maledetta!

Panicaccaccà.

 

GAR.

CAR.

Barone! (a Valdimonte)

 

GIAC.

Briccone! (a Garamone)

 

VAL.

} a due

Tacete caccà.

GAR.

VAL.

Se tutto è scoperto,

Di noi che sarà?

Nol sappia Roberto,

Che sdegno ne avrà.

 

CAR.

} a due

D'avervi burlato

Bastar mi potrà.

GIAC.

PAN.

Nol sappia nessuno,

Partiamo di qua.

 

TUTTI

Zitti, zitti, andiamo via,

Non lo sappia chi si sia. (piano fra di loro)

E Chinesi - agli Olandesi

Comparir si studierà.

Kara mella karacà

Caccomiri napatà. (tutti forte)

Gnascatà - papagà

Carobella caraccà.

(Cantando e facendo le solite cerimonie partono)

 

 

 

BALLO SECONDO

 

 

 

La Scena rappresenta una specie di Arsenale di arti meccaniche necessarie per lo stabilimento delle abitazioni dell'Isola, con qualche fabbrica nel fondo, principiata dai Muratori con scale ed armature ecc.

Veggonsi i Ballerini vestiti secondo il mestiere a cui sono impiegati, ciascheduno lavorando nell'arte sua. Vengono le Ballerine, le quali portano in alcuni cesti la colazione agli Operatori, ed aspettano l'ora destinata al respiro. Suonata l'ora, lasciano tutti il lavoro; vanno alla colazione e si divertono colle Donne danzando. Poi sentendosi l'ora di ritornare al travaglio, va ciascheduno alla sua incombenza.

 


 

 

 


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