Carlo Goldoni
L'isola disabitata

ATTO TERZO

SCENA SECONDA   Roberto, Valdimonte, Garamone, Panico, Carolina, Giacinta, poi Marinella

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SCENA SECONDA

 

Roberto, Valdimonte, Garamone, Panico, Carolina, Giacinta, poi Marinella

 

VAL.

(Che dirà Carolina?)

GAR.

(Cosa dirà Giacinta?)

VAL.

(Mi proverò di ritornar da lei).

CAR.

(Restar senza un amante io non vorrei).

MAR.

Ah signor, tremo tutta. (a Roberto)

ROB.

Cosa è stato?

MAR.

In mare hanno osservato

Verso il nostro paese

Più di un legno chinese

Venir con gente armata,

Che l'insegna di guerra ha dispiegata.

Al bordo immantinente

Spedì la nostra gente un legno a posta,

E fu questa, signor, la sua risposta:

 

Di Gianghira vien l'amante

La sua bella a ricercar.

Delle navi il comandante

Vuol quest'isola pigliar,

E il cannone ha fatto su.

Dal timor non posso più.

Presto, presto, voglio andar. (parte)

 

PAN.

Oh poveri di noi! cosa sarà?

Quest'è ben altro che Charabacà.

ROB.

L'ha predetto Gianghira.

Un mio rivale aspira

A rendermi infelice.

Amici, in voi sperar tutto mi lice.

Itene, Valdimonte,

Raccogliete le genti all'armi usate;

L'esercito ordinate,

L'oste chinese ad incontrare andiamo.

La nostra libertà noi difendiamo.

 

Quel passeggier vedeste

Che sprezza le tempeste,

E baldanzoso sta?

Qualor poi freme il vento,

Ripieno di spavento,

Più ardire in sen non ha.

Così il Chinese altero

Che è in minacciar severo,

Tremar poi si vedrà. (parte)

 

 

 

 


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