Carlo Goldoni
La locandiera

ATTO TERZO

Scena Undicesima. Il Marchese, poi il Servitore del Cavaliere

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Scena Undicesima. Il Marchese, poi il Servitore del Cavaliere

 

MARCHESE: Credo che se ne rida, perché mi ha levato con quel bel garbo la boccettina. Tant'era se fosse stata d'oro. Manco male, che con poco l'aggiusterò. Se Mirandolina vorrà la sua boccetta, gliela pagherò, quando ne avrò.

SERVITORE (cerca sul tavolo): Dove diamine sarà questa boccetta?

MARCHESE: Che cosa cercate, galantuomo?

SERVITORE: Cerco una boccetta di spirito di melissa. La signora Mirandolina la vorrebbe. Dice che l'ha lasciata qui, ma non la ritrovo.

MARCHESE: Era una boccettina di princisbech?

SERVITORE: No signore, era d'oro.

MARCHESE: D'oro?

SERVITORE: Certo che era d'oro. L'ho veduta comprar io per dodici zecchini. (Cerca.)

MARCHESE: (Oh povero me!). (Da sé.) Ma come lasciar così una boccetta d'oro?

SERVITORE: Se l'è scordata, ma io non la trovo.

MARCHESE: Mi pare ancora impossibile che fosse d'oro.

SERVITORE: Era oro, gli dico. L'ha forse veduta V.E.?

MARCHESE: Io?... Non ho veduto niente.

SERVITORE: Basta. Le dirò che non la trovo. Suo danno. Doveva mettersela in tasca. (Parte.)

 


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