Carlo Goldoni
La locandiera

ATTO TERZO

Scena Quattordicesima. Il Cavaliere di dentro, e detta; poi Fabrizio

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Scena Quattordicesima. Il Cavaliere di dentro, e detta; poi Fabrizio

 

Il Cavaliere batte per di dentro alla porta.

MIRANDOLINA: Battono a questa porta: chi sarà mai? (S'accosta.)

CAVALIERE: Mirandolina. (Di dentro.)

MIRANDOLINA: (L'amico è qui). (Da sé.)

CAVALIERE: Mirandolina, apritemi. (Come sopra.)

MIRANDOLINA: (Aprirgli? Non sono sì gonza). Che comanda, signor Cavaliere?

CAVALIERE: Apritemi. (Di dentro.)

MIRANDOLINA: Favorisca andare nella sua camera, e mi aspetti, che or ora son da lei.

CAVALIERE: Perché non volete aprirmi? (Come sopra.)

MIRANDOLINA: Arrivano de' forestieri. Mi faccia questa grazia, vada, che or ora sono da lei.

CAVALIERE: Vado: se non venite, povera voi. (Parte.)

MIRANDOLINA: Se non venite, povera voi! Povera me, se vi andassi. La cosa va sempre peggio. Rimediamoci, se si può. È andato via? (Guarda al buco della chiave.) Sì, sì, è andato. Mi aspetta in camera, ma non vi vado. Ehi? Fabrizio. (Ad un'altra porta.) Sarebbe bella che ora Fabrizio si vendicasse di me, e non volesse... Oh, non vi è pericolo. Ho io certe manierine, certe smorfiette, che bisogna che caschino, se fossero di macigno. Fabrizio. (Chiama ad un'altra porta.)

FABRIZIO: Avete chiamato?

MIRANDOLINA: Venite qui; voglio farvi una confidenza.

FABRIZIO: Son qui.

MIRANDOLINA: Sappiate che il Cavaliere di Ripafratta si è scoperto innamorato di me.

FABRIZIO: Eh, me ne sono accorto.

MIRANDOLINA: Sì? Ve ne siete accorto? Io in verità non me ne sono mai avveduta.

FABRIZIO: Povera semplice! Non ve ne siete accorta! Non avete veduto, quando stiravate col ferro, le smorfie che vi faceva? La gelosia che aveva di me?

MIRANDOLINA: Io che opero senza malizia, prendo le cose con indifferenza. Basta; ora mi ha dette certe parole, che in verità, Fabrizio, mi hanno fatto arrossire.

FABRIZIO: Vedete: questo vuol dire perché siete una giovane sola, senza padre, senza madre, senza nessuno. Se foste maritata, non andrebbe così.

MIRANDOLINA: Orsù, capisco che dite bene; ho pensato di maritarmi.

FABRIZIO: Ricordatevi di vostro padre.

MIRANDOLINA: Sì, me ne ricordo.

 


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