Carlo Goldoni
La mascherata

ATTO PRIMO

SCENA SETTIMA   Aurelia e detti

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SCENA SETTIMA

 

Aurelia e detti.

 

AUR.

Silvio, mio caro sposo,

Siete poco amoroso,

Sfuggendo di star meco in compagnia.

SILV.

Sono con vostra zia.

VITT.

S'egli meco sen sta, che male c'è?

AUR.

Sino che sta con voi, non sta con me.

VITT.

(Se lo dico: è gelosa). (piano a Silvio)

SILV.

(E con ragione,

Se in di lei paragone

Siete più vaga e più gentil d'aspetto). (piano a Vittoria)

VITT.

(Eppur è ver, tutti me l'hanno detto).

AUR.

Quei segreti discorsi cosa sono?

SILV.

Con Vittoria ragiono

Dei dolci affetti miei.

AUR.

Discorretene meco, e non con lei.

SILV.

Voi siete la mia sposa.

AUR.

ver, ma questa cosa non mi piace). (da sé)

Non vi credo capace...

Già lo so che mal penso e mal ragiono,

Ma perché v'amo assai, gelosa io sono. (piano a Silvio)

SILV.

Deh cara, se mi amate,

Dal seno discacciate

La vana gelosia.

Non fate che mi dia

Tormento il vostro amor, ma gioia e pace;

Amar contento, e non penar mi piace.

 

Idol mio, donato ho il core

Al fulgor di quei bei rai.

V'amo, o cara, ognor v'amai,

E costante ognor sarò.

Ma la fiamma allor che splende,

Agitarla non conviene;

E chi troppo aver pretende

Spesse volte s'ingannò. (parte)

 

 

 


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