Carlo Goldoni
La mascherata

ATTO TERZO

SCENA PRIMA   Camera in casa di Vittoria, con tavolino e lumi.   Aurelia e Vittoria

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ATTO TERZO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera in casa di Vittoria, con tavolino e lumi.

 

Aurelia e Vittoria

 

AUR.

Oh cara la mia zia, mi consolate.

Adunque destinate

Che si faccian le nozze in questa sera?

VITT.

Sì, sì, questa è la vera;

Io mi voglio spicciare;

Voglio far presto quel che s'ha da fare.

AUR.

Silvio sarà contento?

VITT.

Contentissimo;

Egli è innamoratissimo.

AUR.

Lo credo;

Ma talora lo vedo

Scherzar con donne, e darmi gelosia.

VITT.

Eh, che Silvio lo fa per bizzarria.

AUR.

Sarà1([1]) così, non voglio

Tormentarmi di più. Contenta or sono:

Delle gioie d'amor sospiro il dono.

 

Dolce notte, amica tanto

A nostr'alme innamorate,

Non tardar quell'ore grate

Che aspettando va il mio cor.

La mercé d'un lungo pianto

Ora fia soave riso.

Ceda il loco nel mio viso

L'allegrezza al rio timor. (parte)

 

 

 





p. -
1 Nel testo abbiamo Sara, evidente errore di stampa. [Nota per l'edizione elettronica Manuzio]



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