Carlo Goldoni
Il matrimonio per concorso

ATTO PRIMO

SCENA TERZA   Il Garzone dello stampatore, e detti.

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SCENA TERZA

 

Il Garzone dello stampatore, e detti.

 

GARZ. Signori, fatemi la grazia di dirmi qual è la camera del signor Pandolfo.

PAND. Eccomi qui, non mi vedete?

GARZ. Scusatemi. Io non avea l'onor di conoscervi. Mi manda da voi monsieur de la Griffe...

PAND. Lo stampatore?

GARZ. Sì signore, lo stampatore.

PAND. Buono! questi è il giovane ch'io aspettava. (a Filippo)

FIL. (Qual rapporto può egli avere con sua figliuola?)

GARZ. Voi siete stato servito. Eccovi una copia de' Piccioli affissi, in cui troverete l'articolo che gli avete ordinato. (gli un foglio stampato)

PAND. Ma no, il vostro padrone è una bestia, non mi ha capito; gli ho detto ch'io voleva l'articolo della gazzetta.

FIL. Signore, non v'inquietate. Poiché quel foglio che in Italia si chiama la gazzetta, qui passa sotto il nome de' Piccioli affissi.

PAND. Ho capito. Vediamo se va bene, o se vi son degli errori.

FIL. Avete voi perduto qualche cosa? Volete vendere? Volete comprare?

PAND. No no, si tratta di maritare mia figlia.

FIL. Ma come?

PAND. Sentite. AVVISO AL PUBBLICO. «È arrivato in questa città un forestiere di nazione italiano, di professione mercante, di una fortuna mediocre, e di un talento bizzarro. Egli ha una figlia da maritare, di età giovane, di bellezza passabile, e di grazia ammirabile. Statura ordinaria, capello castagno, bei colori, occhio nero, bocca ridente, spirito pronto, talento raro, e del miglior cuore del mondo. Il padre le darà la dote a misura del partito che si offrirà di suo genio e di quello della figliuola. Sono tutti due alloggiati alla locanda dell'Aquila. Colà potranno addrizzarsi quei che la volessero in isposa, e saranno ammessi al concorso». Ah! cosa ne dite? L'ho trovata io la maniera?

FIL. Signore, scusatemi, voi volete mettere in ridicolo la vostra figliuola.

PAND. Eh, cosa sapete voi? Non sapete niente. A Londra dove sono stato, e da dove ora vengo, si mette tutto quello che si vuole su questi fogli, ed a Parigi si fa lo stesso.

FIL. A Parigi si mette tutto sui Piccioli affissi, e sono fogli molto utili per la città, ma non si mettono le figliuole da maritare.

PAND. Ed a Londra anche le da maritare.

FIL. Vi assicuro che questa cosa...

PAND. Vi assicuro che così va bene, che così mi piace, e non voglio altri consigli. (a Filippo) Dite al vostro padrone che son contento, e lo pagherò. (al Garzone)

GARZ. Mi comanda altro?

PAND. Non altro.

GARZ. Mi favorisce qualche cosa per bevere?

PAND. Oibò, vergogna, domandar per bevere! È una villania.

GARZ. O per bevere, o per mangiare.

PAND. Tenete. (gli due soldi)

GARZ. (Due soldi!) Viene da Londra vossignoria?

PAND. Sì, vengo da Londra.

GARZ. E ha imparato a regalare due soldi?

PAND. E voi dove avete imparato a mettere il prezzo alla cortesia?

GARZ. Signore, quel che voi dite non s'impara e non si usa in veruna parte, ma una mancia di due soldi avvilisce chi la fa, e mortifica chi la riceve. (getta i due soldi per terra, e parte)

 

 

 


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