Carlo Goldoni
Il matrimonio per concorso

ATTO PRIMO

SCENA DICIANNOVESIMA   Pandolfo poi Lisetta e Filippo

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SCENA DICIANNOVESIMA

 

Pandolfo poi Lisetta e Filippo

 

PAND. Se costei è prevenuta, non vorrà nessuno de' concorrenti. Il concorso è inutile, questo è quello che mi farebbe ridicolo: orsù, è meglio ch'io mi spicci, e che la dia al signor Roberto.

LIS. Venite, venite, signor Filippo. Mio padre è contento, non vi è altro da dubitare, e voi sarete il mio caro sposo.

FIL. Sono penetrato dalla più grande allegrezza...

PAND. Come! che novità è questa? Chi? Filippo? Un locandiere tuo sposo? Mi maraviglio di lui, mi maraviglio di te; ti ammazzerei piuttosto colle mie mani.

FIL. (Che imbroglio è questo?)

LIS. Ma! non me l'avete voi accordato?

PAND. Io? Pazza! sciocca! Chi ti ha detto una simile bestialità?

LIS. Non mi avete voi promesso uno sposo ch'io conosco e ch'io amo? Io non conosco che Filippo, io non amo altri che il mio caro Filippo.

PAND. Non conosci tu il signor Roberto, non hai parlato con lui, non gli hai fatto credere che lo ami, che lo stimi?

LIS. Non lo conosco, non so chi egli sia, abborrisco tutti fuor che Filippo.

PAND. Non occorr'altro. Ho scoperto una cosa ch'io non sapeva. Va nella tua camera immediatamente.

LIS. Ma signor...

PAND. Va in camera, dico, non mi fare andar in collera maggiormente. Sai chi sono. Sai che cosa son capace di fare.

LIS. (Povera me! sono disperata!) Filippo... (partendo)

PAND. In camera. (pestando il piede)

LIS. (Oh che uomo! il cielo me lo perdoni; oh che bestia di uomo!) (parte)

PAND. E voi, se avrete più l'ardire di parlare a mia figlia, e di solamente guardarla, l'avrete a fare con me. (a Filippo)

FIL. Ma finalmente, signore, se ora avete un poco di danaro, ricordatevi quello che siete, e che siete stato.

PAND. Basta così: meno ciarle.

FIL. (Se non mi vendico, dimmi ch'io sono il più vil della terra. Sì, Lisetta sarà mia a tuo dispetto, a dispetto di tutto il mondo). (parte)

PAND. Un locandiere! mia figlia ad un locandiere? E colei vi aderisce: anderò subito a provvedermi di un altro alloggio: ma non vo' lasciare quella stolida in libertà: la chiuderò in camera, porterò via le chiavi. (va a , e porta via le chiavi) Son chi sono, la voglio maritar da par mio. Costui mi rimprovera quello che sono stato? Temerario! ignorante! la buona fortuna fa scordare i cattivi principii, e le foglie d'oro fanno cambiare gli alberi delle famiglie. (parte)

 

 

 


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