Carlo Goldoni
Il matrimonio per concorso

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA   Giardino spazioso più che si può. Da una parte della scena alberi ombrosi. Tavolini di qua e di là; sedie di paglia e banchette all'intorno.   Madame Plume, mademoiselle Lolotte, tutte due a sedere ad un tavolino, bevendo il caffè. Monsieur la Rose ad un altro tavolino col caffè dinnanzi, ed un libro in mano, mostrando di leggere e di bevere il caffè nel medesimo tempo. Madame la Fontene al medesimo tavolino di monsieur la Rose, bevendo il caffè. Indietro più persone che si può: uomini e donne di ogni qualità, o a sedere, o passeggiando, o leggendo. Tutti questi si troveranno in iscena al cambiamento, e cambiata la scena, si procurerà che i tavolini siano portati avanti con buona disposizione, perché i personaggi siano sentiti.

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ATTO SECONDO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Giardino spazioso più che si può. Da una parte della scena alberi ombrosi. Tavolini di qua e di ; sedie di paglia e banchette all'intorno.

 

Madame Plume, mademoiselle Lolotte, tutte due a sedere ad un tavolino, bevendo il caffè. Monsieur la Rose ad un altro tavolino col caffè dinnanzi, ed un libro in mano, mostrando di leggere e di bevere il caffè nel medesimo tempo. Madame la Fontene al medesimo tavolino di monsieur la Rose, bevendo il caffè. Indietro più persone che si può: uomini e donne di ogni qualità, o a sedere, o passeggiando, o leggendo. Tutti questi si troveranno in iscena al cambiamento, e cambiata la scena, si procurerà che i tavolini siano portati avanti con buona disposizione, perché i personaggi siano sentiti.

 

FONT. Monsieur la Rose, che cosa leggete di bello?

ROSE Il Mercurio.

FONT. Vi è qualche articolo interessante?

ROSE Sono ora all'articolo de' teatri. L'autore del Mercurio dice molto bene di alcune commedie italiane.

FONT. Può dir quel che vuole. Alla commedia italiana io non ci vado, e non ci anderò mai.

ROSE E perché non ci andate?

FONT. Perché non intendo la lingua.

ROSE Se è questo, vi do ragione. Io l'intendo, e ci vado, e mi diverto.

FONT. Bene, divertitevi, tanto meglio per voi.

ROSE Ma so pure, che anche voi, madama, avete studiata la lingua italiana, e che avete tenuto per qualche tempo un maestro.

FONT. Sì, è vero, l'ho tenuto per quattro mesi. Cominciava a intendere, cominciava a tradurre, ma mi sono annoiata, e ho lasciato .

ROSE Ecco, scusatemi, il difetto di voi altre signore. Vi annoiate presto di tutto. Cominciate una cosa, e non la finite. Poche donne vi sono a Parigi, che non abbiano principiato ad apprendere qualche lingua straniera, e pochissime sono arrivate a capirla. Perché? Perché non hanno pazienza, perché s'annoiano, perché le loro idee succedono violentemente una all'altra.

FONT. Che importa a noi di sapere le lingue straniere? La nostra vale per tutte le altre. I nostri libri ci forniscono di ogni erudizione e di ogni piacere, e il nostro teatro francese è il primo teatro del mondo.

ROSE Sì, è vero, ma ogni nazione ha le sue bellezze...

FONT. Eh! che bellezze trovate voi nella commedia italiana?

ROSE Io ci trovo piacere, perché l'intendo. Voi non la potete conoscere, perché non capite. Ecco perché un autore italiano a Parigi non arriverà mai, scrivendo nella sua lingua, a vedere il teatro pieno. Le donne sono quelle che fanno la fortuna degli spettacoli, le donne non lo capiscono, le donne non ci vanno, gli uomini fanno la corte al bel sesso, e non restano per gl'Italiani che i pochi amatori della sua lingua, alcuni curiosi per accidente, qualche autore per dirne bene, e qualche critico per dirne male.

FONT. E bene! che cosa volete di più? La popolazione di Parigi è assai grande. Da un milione circa di anime si può ricavare tanti amatori, tanti curiosi, tanti parziali, da fornire passabilmente un teatro.

ROSE Sentite quel che dice il Mercurio...

FONT. Scusatemi, io non ne sono interessata, e lascio che vi godete l'elogio tutto per voi.

ROSE Benissimo, leggerò io. (Non vi è rimedio, le donne non ne vogliono saper niente). (legge piano)

LOL. No, madama, restiamo qui ancora un poco. Io amo questo giardino infinitamente.

PLU . Per me, la mia passione è la Tuglierie.

LOL. Avete ragione, quello è un giardino più grande! più delizioso e più ameno: il dopo pranzo vi è gran concorso, e ci vado anch'io volentieri, ma la mattina preferisco il Palazzo Reale; qui si vede il popolo più raccolto, più unito. Specialmente sul mezzogiorno è una delizia, è un piacere.

PLU. E che cosa dite del Lucemburgh?

LOL. Oh quello è il giardino dove vanno a passeggiare i filosofi, i malcontenti, i capi di famiglia, i matrimoni all'antica.

PLU. Voi, per quel ch'io sento, amate poco il ritiro, la tranquillità.

LOL. Quando voglio restar tranquilla, sto a casa mia, quando esco, esco per divertirmi.

PLU. Vi piacerà dunque il Boulevard.

LOL. Oh sì, moltissimo; quel gran concorso, quel gran rumore mi piace infinitamente. Mi pare il più bello spettacolo della terra. Vedere una quantità di carrozze nel mezzo; un'infinità di popoli a piedi di qua e di nei viali arborati, e difesi dalle carrozze. Tante magnifiche botteghe di caffè, piene di strumenti e di voci che cantano; tanti saltadori di corda, di bambocci, di animali, di macchine, di giochi, di divertimenti; chi siede, chi passeggia, chi mangia, chi canta, chi suona, chi fa all'amore. Sino alla mezza notte si gode, ed è un passatempo comune, che dura sei o sette mesi dell'anno.

 

 

 


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