Carlo Goldoni
Il matrimonio per concorso

ATTO TERZO

SCENA DECIMA   Il Servitore, poi monsieur Traversen

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SCENA DECIMA

 

Il Servitore, poi monsieur Traversen

 

SERV. Vada pure, che già ci sa andare senza di me. Non so che carattere che sia il suo, ora lo ama, ora lo disprezza.

TRAV. Quel giovane. (chiamando il Servitore)

SERV. Mi comandi.

TRAV. Ditemi un poco. Non vi è qui alloggiata una certa giovane italiana, di cui ho letto qualche cosa nei Piccioli affissi?

SERV. Credo di sì, signore, ma io non la conosco precisamente.

TRAV. Saprete bene, se in alcune delle vostre camere vi sia un'italiana.

SERV. (Mi valerò dello strattagemma del mio padrone). Sì signore, ve n'è una in quell'appartamento. (accenna quello di Doralice)

TRAV. Si potrebbe vedere? Le si potrebbe parlare?

SERV. Vostra Signoria può domandare alla porta.

TRAV. Andate voi a far l'imbasciata. Ditele che un galantuomo, un francese...

SERV. La servo subito. (entra da Doralice)

 

 

 


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