Carlo Goldoni
Il matrimonio per concorso

ATTO TERZO

SCENA ULTIMA   Pandolfo, Lisetta, Filippo e detti.

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA ULTIMA

 

Pandolfo, Lisetta, Filippo e detti.

 

PAND. Che cos'è questo strepito?

ANS. Ho maritato mia figlia. (a Pandolfo)

PAND. Ed io ho maritato la mia. Favorisca, signor colonnello. Ecco il marito di mia figliuola, è il signor colonnello Trichtrach. (escono Filippo e Lisetta)

FIL. E il signor Trichtrach, che ha sposato Lisetta, è il vostro servitore Filippo. (si cava i baffi)

PAND. Come! Sono tradito; sono assassinato.

ROB. Il matrimonio è da vostro pari.

ANS. Ricordatevi che siete stato mio servitore.

PAND. Sono un mercante.

ANS. Un mercante fallito.

FIL. E se il signor suocero parlerà, si scriverà in Inghilterra, in Spagna, in Portogallo, ed i creditori lo spoglieranno.

PAND. Pazienza! merito peggio: la mia albagia m'ha precipitato.

LIS. Signor padre, vi domando perdono.

PAND. Va, va; la colpa è mia, ti perdono.

ANS. Andiamo a stabilire, a concludere, a solennizzare i propri sponsali. Filippo, dateci da mangiare. Signori, vi supplico tutti di favorirmi di restar con noi.

FONT. Volentieri, l'occasione lo merita.

ROB. Cara sposa, non posso spiegarvi la mia consolazione. (a Doralice)

DOR. Se la misuro dalla mia, non può essere che perfetta. La sorte ci ha condotti per una via tormentosa alla più desiderabile felicità. Voglia il cielo che questa sia coronata dal compatimento gentile di chi ci onora, e giungano alle orecchie dell'autore lontano le liete voci de' suoi amorosi concittadini.

 



>


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License