Carlo Goldoni
Il medico olandese

ATTO TERZO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Madama Elisabetta, poi madama Federica, poi madama Giuseppina e la suddetta.

 

ELI.

Madama.

MAR.

A voi m’inchino.

ELI.

Sono ad incomodarvi.

MAR.

Per grazia lo ricevo, che vogliate degnarvi.

FED.

Serva, madama.

MAR.

Amica.

FED.

Eccomi qui con voi.

MAR.

È un onor che non merito, che venghiate da noi.

GIU.

Son qui, se mi è permesso.

MAR.

Oh madama, che dite?

Son grazie, son finezze; di seder favorite. (tutte siedono)

GIU.

Della mia genitrice vi reco i complimenti. (alzandosi un poco e inchinandosi)

MAR.

Tenuta di madama ai grati sentimenti. (s’alza un poco, inchinandosi)

FED.

Madama, al vostro ciglio la gioia è consueta.

MAR.

In compagniabella non posso ch’esser lieta.

FED.

Troppo onor. (alzandosi e inchinandosi un poco)

MAR.

Parla il core. (come sopra)

ELI.

Madama è ognor garbata.

Vostra bontà, madama. Restate accomodata. (s’alza e s’inchina, facendo lo stesso madama Elisabetta)

FED.

(Da una borsa che tiene al fianco, tira fuori una calzetta di seta, con i suoi ferri, e si pone a lavorare)

GIU.

(Da una borsa che tiene al fianco, tira fuori la seta coll’ordigno per far gruppetti)

ELI.

(Da una borsa che tiene al fianco, tira fuori qualche cosa di bianco da ricamare)

 

 

 


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