Carlo Goldoni
Il mercato di Malmantile

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA   Piazza rustica in pianura con fabbriche antiche, e in distanza il castello di Malmantile sopra una collina. Varie botteghe amovibili, con merci e venditori, che formano il mercato, e vari contadini e contadine che vendono i loro prodotti.   Berto, Lena e Cecchina ai loro posti. Lampridio, il Conte della Rocca e Brigida che passeggiano per il mercato, e Rubiccone da un lato per esercitare la sua professione.

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ATTO PRIMO

 

SCENA PRIMA

 

Piazza rustica in pianura con fabbriche antiche, e in distanza il castello di Malmantile sopra una collina. Varie botteghe amovibili, con merci e venditori, che formano il mercato, e vari contadini e contadine che vendono i loro prodotti.

 

Berto, Lena e Cecchina ai loro posti. Lampridio, il Conte della Rocca e Brigida che passeggiano per il mercato, e Rubiccone da un lato per esercitare la sua professione.

 

 

Tutti cantano come segue:

 

 

Che bella festa, che bel mercato!

Qui tutto è bello, qui tutto è grato:

Non vi è castello più signorile

Del bel castello di Malmantile.

Aria sanissima, - terra buonissima,

Che giocondissima - per noi sarà.

 

 

Lena, Cecchina e Berto

 

 

Chi vuol capponi, chi vuol galline?

Chi vuol comprare le ricottine?

Chi vuol dell'ova, si accosti qua.

 

 

Il Conte, Lampridio e Brigida

 

 

Chi va, chi viene, chi compra o vende;

Ed al mercato le sue faccende

Ciascun può fare con libertà.

 

 

Rubiccone

 

 

Ecco, signori, l'operatore.

Io sono un medico di gran valore

Che a tutti reca la sanità.

 

 

Tutti

 

Che bella festa, che bel mercato!

Qui tutto è bello, qui tutto è grato!

Non vi è castello più signorile

Del bel castello di Malmantile.

Aria sanissima, - terra buonissima,

Che giocondissima - per noi sarà.

 

LAM.

Che dice, signor Conte,

Di questo bel mercato?

Ne ha veduto un più bello in altro stato?

CON.

Certo, ve lo protesto,

Il mercato miglior non vi è di questo.

Ma voi di Malmantile

Degno governatore,

Lo rendete migliore, e a maraviglia

Cresce la sua beltà la vostra figlia.

LAM.

Oh, signor, mi confonde...

Troppa grazia mi fa coi detti suoi...

Al complimento rispondete voi. (a Brigida)

BRIG.

Risponderò, come da me si suole,

Liberi sensi in semplici parole.

Il Conte della Rocca, Per grazia, per bontà,

Non ha fatto che dir la verità.

LAM.

Che tu sia benedetta!

(Pare una dottoressa).

CON.

Il padre è stolto, e un po' leggera è anch'essa.

 

 

Lena, Cecchina e Berto

 

 

Chi vuol capponi, chi vuol galline?

Chi vuol comprare le ricottine?

Chi vuol dell'ova, si accosti qua.

 

LAM.

(Cotesti contadini

Che vengono al mercato,

L'utile che mi vien non mi hanno dato.

Ho del Conte un pochin di soggezione). (da sé)

Via, signor , andate,

Passeggiate, comprate;

E voi, figliuola mia,

Lo dovete servir di compagnia.

CON.

Se l'onor mi concede,

Eccomi qui a servirla. (offre la mano a Brigida)

BRIG.

Sono tutta disposta a favorirla. (parte col Conte)

 

RUB.

Ecco, signori, l'operatore.

Io sono un medico di gran valore,

Che a tutti reca la sanità.

 

LAM.

(Anche costui che dicesi

Medico operatore,

Dee col governatore

Far la sua obbligazione,

Se vuol esercitar la professione). (da sé)

Galantuomo.

RUB.

Signore.

LAM.

Una parola.

RUB.

Eccomi ad obbedirla. (si accosta)

Se ha qualche malattia, saprò guarirla.

LAM.

Io, per grazia del ciel, nella mia età

Godo la sanità.

RUB.

Sfortuna mia.

LAM.

Bacio le mani di vossignoria.

RUB.

Signor, chiedo perdono.

Per far veder chi sono,

Davvero, io bramerei

Che avesse almen cinque malanni o sei:

La sciatica, la gotta,

La febbre, lo scorbuto, il mal d'orina,

Piaghe, fistole, doglie per la vita,

E sarebbe da me tosto guarita.

LAM.

Signor operatore,

Grazie al vostro buon cuore.

Io bisogno non ho del vostro aiuto,

Ma alla carica mia chiedo il tributo.

RUB.

Subito, immantinente.

Un tesoro, signor, darle destino:

Eccole per i calli un cerottino.

LAM.

Io non voglio cerotti...

RUB.

Ecco un arcano,

Da cui vedrà portenti:

La polve mia per risanare i denti.

Denti guasti, gelati,

Dal verme divorati,

Deboli, traballanti,

Nelle mascelle infranti,

Senza ferri, tanaglie e pulicani,

Colla polvere mia ritornan sani.

LAM.

Della polvere vostra

Noi parlerem da poi.

Ora voglio da voi...

RUB.

Prenda, signore,

Prenda questa porzion del mio liquore.

Questo è un liquor gemmato

Coll'oro incorporato,

D'erbe composto, di radici e sali,

Di balsami, di gomme e minerali,

Buon per la digestione,

Buon per la convulsione,

Per calcoli, per febbri ed etisia,

Per dolori di corpo e idropisia.

LAM.

Buon per quel che volete;

Ma voi non intendete

Quel che or da voi pretendo...

RUB.

Eh, sì signore, intendo.

Ella crede ch'io sia

Un di coloro ciarlatan chiamati.

Ecco qui gli attestati

Delle cure che ho fatto. Favorisca...

LAM.

Io non voglio saper...

RUB.

Senta, e stupisca.

 

Noi sottoscritti facciamo fede

A chi ne dubita, a chi non crede,

Che Rubiccone l'operatore

È un uomo celebre, è un gran dottore,

Che ha fatto cose da inorridir.

A Boboli ha guarito

Un etico spedito;

A Siena ha risanato

Un povero stroppiato;

A Pisa ad un idropico

Donò la sanità. E per la verità

Diciamo ed attestiamo,

Che il gran dottore,

L'operatore,

Ha risanati

Tanti ammalati,

Che dai maledici

Speziali e medici

Perseguitato,

Fu discacciato per impostor.

Viva il gran medico, l'operator. (parte)

 

 

 


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