Carlo Goldoni
Il Moliere

ATTO PRIMO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Moliere e la Béjart.

 

BÉJ.

Udiste l’insolente?

MOL.

Signora, perdonate.

Perché di precettore la gloria or mi levate?

BÉJ.

Eh, galantuom mio caro, i sensi di colei

Semplici non son tanto. Conosco voi, e lei.

MOL.

Ma come! io non intendo...

BÉJ.

Vi parlerò più schietto.

Mia figlia voi guardate, mi par, con troppo affetto.

MOL.

L’amai sin dalle fasce.

BÉJ.

È ver, ma è differente,

Dal conversar passato, il conversar presente.

MOL.

Allora io la baciava, ed era cosa onesta;

Adesso far nol posso: la differenza è questa.

BÉJ.

Su via, se voi l’amate, svelatelo alla madre.

MOL.

(Svelarlo non mi fido). (da sé) Io l’amo come padre.

BÉJ.

Se con amor paterno la mia figliuola amate,

D’assicurar sua sorte dunque non ricusate.

MOL.

Volete maritarla?

BÉJ.

È troppo giovinetta.

MOL.

Anzi pel matrimonio è in un’età perfetta.

Ma che ho da far per lei?

BÉJ.

Amate esser suo padre?

MOL.

Questo è quel ch’io desio.

BÉJ.

Sposatevi a sua madre.

MOL.

Che siete voi.

BÉJ.

Sì, io sono. Mi reputate indegna

Di aver per voi nel dito la coniugale insegna?

MOL.

Signora... in verità... voi meritate assai.

BÉJ.

Vi spiace mia condotta?

MOL.

Vi lodo, e vi lodai.

BÉJ.

Circa l’età, mi pare...

MOL.

Eh, non parliam di questo.

BÉJ.

Nel mio mestier son franca.

MOL.

È vero, anch’io l’attesto.

BÉJ.

Quest’è la miglior dote, che vaglia a un commediante.

MOL.

Assai più ch’io non merto, dote avete abbondante.

BÉJ.

Dunque che più vi resta, per dir di sì a drittura?

MOL.

Signora, il matrimonio mi fa un po’ di paura.

BÉJ.

Perché?

MOL.

Perché son io geloso alla follia.

BÉJ.

Non credo, no, che abbiate in capo tal pazzia.

Ma se nudrir voleste il crudo serpe in seno,

Moglie non giovinetta temer vi faria meno.

MOL.

Anzi, più che si vive, più a vivere si apprende;

Più cauta, e non più saggia, l’età la donna rende.

BÉJ.

Moliere, un tal discorso non è da vostro pari.

MOL.

Lasciatemi scherzare. Non ho che giorni amari;

E cerco, quando posso, di dir la barzelletta

Che tocca e non offende, e rido, e mi diletta.

BÉJ.

Piacemi di vedervi allegro e lieto in faccia.

 

 

 


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