Carlo Goldoni
Il Moliere

ATTO QUINTO

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ATTO QUINTO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Moliere  solo.

 

MOL.

Oh sciocchi intemperanti! non san che sia la vita;

L’un l’altro ad accorciarla col crapolare invita.

Umanità infelice! non hai bastanti mali,

Che nuovi ne procaccia la gola de’ mortali.

Il chimico sa trarre balsami dal veleno;

Quei col vin salutare s’empion di tosco il seno.

Beva Leandro pure, beva a sua voglia il Conte,

Io sfuggo di vederli venire all’ire, all’onte;

Poiché serpendo il vino per fibre e per meati,

Alla ragione ascende de’ spiriti svegliati,

E copre lor d’un velo d’atomi tetri e densi,

E il cerebro sublima, ed imprigiona i sensi;

Onde alle cose esterne sembra cambiarsi aspetto,

Tolto da’ caldi fumi il lume all’intelletto.

Anche l’amor talvolta opra con pari incanto,

Cagion di fiero sdegno ai miseri, o di pianto.

Ma quando è regolato, amore è cosa blanda,

Come il vin moderato è salutar bevanda.

 

 

 


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