Carlo Goldoni
Il mondo della luna

ATTO PRIMO

SCENA TERZA

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SCENA TERZA

 

Gli Scolari escono dalla specula, e s'inchinano a Bonafede

 

BON.

Servitor obbligato.

SCOL.

Felice e fortunato

Chi è amico della Luna;

Per voi sì gran fortuna

Il ciel riserberà.

BON.

Il cielo mi conceda

gran felicità.

SCOL.

La vostra bella mente,

Che più d'ogn'altra sa,

La Luna facilmente

Conoscere potrà. (partono)

BON.

Il cielo mi conceda

gran felicità. (entra nella specula)

ECCL.

(Farò che tutto creda

La sua semplicità).

 

Olà, Claudio, Pasquino, (vengono due Servi)

La macchina movete,

Fate ch'ella s'appressi al canocchiale;

Onde mirando in quella

Il signor Bonafede

Movere le figure ad una ad una,

Creda mirar nel Mondo della Luna. (partono i Servi)

Quanti sciocchi mortali

Con falsi canocchiali

Credono di veder la verità,

E non sanno scoprir la falsità.

Quanti van scrutinando

Quello che gli altri fanno,

E se stessi conoscere non sanno.

(Si vede accostarsi alla cima del canocchiale una macchina illuminata, dentro la quale si muovono alcune figure)

Il signor Bonafede

Ora di veder crede

Le lunatiche donne sol lassù,

E lunatiche sono ancor quaggiù.

(Bonafede esce dalla specula ridendo)

BON.

Ho veduto, ho veduto.

ECCL.

E cosa mai?

BON.

Ho veduto una cosa bella assai.

 

Ho veduto una ragazza

Far carezze ad un vecchietto.

Oh che gusto, oh che diletto

Che quel vecchio proverà!

Oh che mondo benedetto,

Oh che gran felicità! (torna nella specula)

 

ECCL.

Se una ragazza fa carezze a un vecchio,

Non la sprona l'amor, ma l'interesse:

Lo vezzeggia, lo adora.

Ma che crepi il meschin non vede l'ora. (Bonafede esce dalla specula)

BON.

Ho veduto, ho veduto.

ECCL.

E che, signore?

BON.

Una cosa per cui rido di cuore.

 

Ho veduto un buon marito

Bastonar la propria moglie

Per correggere il prorito

D'una certa infedeltà.

Oh che mondo ben compito,

Oh che gusto che mi ! (torna nella specula)

 

ECCL.

Volesse il ciel che quanto

Fintamente ha mirato

Fosse nel nostro mondo praticato.

Se gli uomini di garbo

Alle cattive mogli

Desser di bastonate un precipizio,

Avrebbero le donne più giudizio.

(Bonafede torna a uscir dalla specula)

BON.

Oh questa assai mi piace!

ECCL.

Che vuol dire?

BON.

Ho veduto il contrario

Di quello che fra noi si usare,

Da un uomo e da una donna praticato.

 

Ho veduto dall'amante

Per il naso esser menata

Certa donna innamorata

Che chiedeva invan pietà!

Oh che usanza prelibata!

Oh si usasse ancora qua!

 

ECCL.

E qui ancor si useria,

Se gli uomin non patisser la pazzia.

BON.

Caro signor Ecclitico,

Ho veduto gran cose;

E per farvi veder che son contento,

Questa borsa tenete.

ECCL.

Oh, meraviglio!

BON.

Eh prendetela, via, che io così vuò.

ECCL.

Se volete così, la prenderò.

BON.

Diman ritornerò.

ECCL.

Siete padrone.

BON.

Certo quel canocchiale è assai ben fatto.

Tutto, tutto si vede. Ho un gusto matto.

 

La ragazza col vecchione:

Uh carina, bel piacere!

Il marito col bastone:

Bravo, bravo, oh bel vedere!

Una donna per il naso:

Che bel colpo! Che bel caso!

Oh che mondo benedetto!

Oh che gran felicità!

Che piacere, che diletto,

Oh che gusto che mi . (parte)

 

 

 


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