Carlo Goldoni
Il mondo della luna

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Ernesto e Cecco

 

CEC.

Costui dovrebbe al certo

Esser ricco sfondato.

ERN.

E a che motivo?

CEC.

Perché a far il mezzano

Egli non ha difficoltade alcuna;

Ed è questo un mestier che fa fortuna.

ERN.

Tu dici male; Ecclitico è sagace,

E se in ciò noi compiace,

Il fa perché Clarice ei spera ed ama.

CEC.

Ho inteso, ho inteso. Ei brama

Render contenti i desideri suoi,

E vuol far il piacer pagar a noi.

ERN.

Orsù, taci e rammenta

Chi son io, chi sei tu.

CEC.

Per cent'anni, padron, non parlo più.

ERN.

Vado in questo momento

Denaro a provveder. Tu va, m'attendi

D'Ecclitico all'albergo, ove domani,

Mercé il di lui talento,

Spero che l'amor mio sarà contento.

 

Begli occhi vezzosi

Dell'idolo amato,

Brillate amorosi,

Sperate che il fato

Cangiar si dovrà.

Bei labbri ridenti

Del viso che adoro,

Sarete contenti

Che il nostro ristoro

Lontan non sarà. (parte)

 

 

 


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