Carlo Goldoni
Il mondo della luna

ATTO TERZO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Sala in casa di Ecclitico con piccolo tempio in prospetto, illuminato, colla statua di Diana e trono da un lato.

 

Ecclitico, Bonafede, Cecco da imperatore, Ernesto,

e seguito di Cavalieri e Servi.

 

CEC.

O uomo sublunare,

In questo nostro mondo

Le figlie, quando sono da marito,

Si maritano tosto, e non si aspetta,

Come talor nel vostro mondo usate,

Che le femmine sian quasi invecchiate.

BON.

Eh signor, le mie figlie

Son pure ed innocenti.

CEC.

E pur si dice

Che le femmine vostre

Nascon laggiù colla malizia in corpo.

ECCL.

È vero, dite bene:

Appena una ragazza sa parlare,

Principia a ricercare

Cosa vuol dir sta cosa, e poi quest'altra,

E con il praticar diventa scaltra.

Le fanciulle alla moda

Sanno dove che il diavolo ha la coda.

BON.

Ma Flaminia non sa, non sa Clarice

Distinguer dalla rapa la radice.

CEC.

Orsù, se queste figlie

Hanno da star quassù,

Maritarle conviene,

Altrimenti così non stanno bene.

BON.

Io mi rimetto a quello che farà

Vostra più che lunare maestà.

ECCL.

Ecco, viene Flaminia, ecco Clarice,

Corteggiando la nostra imperatrice.

 

 

 


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