Carlo Goldoni
Il negligente

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA   Filiberto in disparte, e detti

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SCENA SECONDA

 

Filiberto in disparte, e detti.

 

CORN.

Oh che cosa gustosa (si tengono sempre per mano)

Aver sì bella sposa!

AUR.

Oh che felice sorte,

Aver sì buon consorte!

CORN.

Marito fortunato!

AUR.

Quando, quando verrà quel beato?

FIL.

Bravi. Buon pro vi faccia.

CORN.

(Oh maledetto!)

AUR.

Vi giuro e vi prometto, (a Filiberto)

Caro il mio ben, che sempre parlerei

Del nostro matrimonio,

E ne chiamo Cornelio in testimonio.

CORN.

(Oh brava!) Sì, davvero,

Ella vi vuol gran ben.

FIL.

Mi vuol gran bene?

Parmi ch'ella dicesse:

«Oh che felice sorte,

Aver sì buon consorte!» (accennando Cornelio)

AUR.

M'intendevo di voi.

FIL.

E voi diceste poi: (a Cornelio)

«Marito fortunato

E lei: «Quando verrà quel beato

CORN.

Marito fortunato

Filiberto chiamai.

AUR.

Ed io di Filiberto sol parlai.

FIL.

E parlando di me,

Si tenevan le manbene unite?

Buona gente, che dite?

CORN.

Io lo facea senza pensare a niente.

AUR.

Era una cerimonia indifferente.

FIL.

Che cerimonia? Andate via di qua.

AUR.

Oimè, mi discacciate?

Più ben non mi volete?

FIL.

Una mendace siete.

CORN.

Credetemi, signor.

FIL.

Non mi parlate.

AUR.

Se voi m'abbandonate,

Morirò disperata.

FIL.

Vostro danno.

AUR.

Ahi che dolor! che affanno!

Chi mi porge ristoro?

Filiberto crudele, io manco, io moro. (finge svenire sopra una sedia)

CORN.

Povera sventurata,

Per voi quasi è spirata.

FIL.

Poverina! davvero?

Ha il naso freddo freddo.

Mi muove a compassione.

CORN.

Aiutatela almeno.

Un qualche spirto vi vorrebbe al naso.

FIL.

Acqua della Regina. Oh che gran caso! (parte)

AUR.

È andato? (s'alza)

CORN.

È andato a prendere

L'acqua della Regina.

AUR.

Oh che bel pazzo!

Per far lieto il cor mio

Vi vuol altro che odori!

CORN.

Il so ancor io.

Eccolo, che ritorna.

AUR.

Alla lezione. (torna in atto di svenuta)

CORN.

(Chi alla femmina crede è un gran minchione).

FIL.

Eccomi, come va? (con boccetta)

CORN.

Misera! fa pietà.

FIL.

Adesso, adesso. (la bagna)

CORN.

Dubito sia morta.

FIL.

E pur non è venuta niente smorta.

Zitto, zitto, rinviene.

AUR.

Ah traditor! (a Filiberto)

FIL.

Mio bene,

Son qui tutto per voi.

AUR.

Mi crederete poi?

FIL.

Sì, sì, vi crederò.

AUR.

Se voi non mi credete, io morirò.

 

Crudelaccio, crudelaccio.

Non mi fate sospirar.

FIL.

Non mi fate lacrimar.

AUR.

Io son tutta tutta vostra. (tocca per di dietro la mano a Cornelio)

Questa mano è tutta mia,

Quel visetto voglio amar.

FIL.

Voi mi fate giubilar.

AUR.

(Imparate, o donne care.

Che vi pare? non fo bene?

Or si ride ed or si sviene.

Un la mano e l'altro il cor). (parte)

CORN.

(E quel pazzo se lo crede,

Non s'avvede dell'inganno.

Queste donne, affé, ne sanno

Di bugie più d'un dottor)

 

 

 


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