Carlo Goldoni
Il negligente

ATTO TERZO

SCENA ULTIMA   Dorindo e detti; Porporina e Pasquino che restano in disparte

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SCENA ULTIMA

 

Dorindo e detti; Porporina e Pasquino che restano in disparte.

 

DOR.

Fermatevi, signor, che nulla tiene

Quel vostro bel contratto.

Ai quanti è stipulato?

CORN.

Stamane fu firmato.

DOR.

Questo è del giorno d'ieri.

CORN.

E che contiene?

DOR.

Un'ampia donazione

Che fa di tutto il suo

Filiberto alla figlia.

Quest'istrumento il giorno d'ieri è fatto;

Onde non va di questo il contratto.

CORN.

La lite tornerà...

DOR.

Non ho paura;

So ch'ell'è un'impostura.

Signor, siete ingannato: (a Filiberto)

Cornelio e ser Imbroglio v'han gabbato.

FIL.

Che siate benedetto! e qual mercede

Posso darvi, signor?

DOR.

Di vostra figlia

A me basta la mano; e voi sarete

Padron del vostro, fino che vivete.

FIL.

Io son contento.

LIS.

Ed io felice sono.

DOR.

Donatemi la destra, il cor vi dono.

FIL.

Aurelia, andate tosto

Fuori di casa mia.

AUR.

Poco m'importa;

Di già son maritata.

CORN.

V'ingannate.

Se la roba non v'è, più non vi voglio.

Non val l'obbligazione.

AUR.

Voi mi sposaste senza condizione.

Voglia, o non voglia, alfin vostra son io.

CORN.

Ho fatto un bel guadagno da par mio.

FIL.

Se speraste goder, soffrite il danno:

Sopra l'ingannator cade l'inganno.

PORP.

Pietà, signor padron.

PASQ.

Misericordia.

FIL.

Siete qui, disgraziati?

Ancor per questa volta

Vi siano i vostri falli perdonati.

 

 

CORO

 

 

 

Chi lieto giubila,

Chi tristo geme,

Chi piange e freme,

Chi lieto sta.

Dolente è il core

Del traditore,

Ma l'innocente

Godendo va.

 

 

Fine del Dramma.

 


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