Carlo Goldoni
Le nozze

ATTO PRIMO

SCENA OTTAVA   Dorina, poi Masotto, poi Titta e Mingone

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA OTTAVA

 

Dorina, poi Masotto, poi Titta e Mingone

 

DOR.

Gran disgrazia è nascer donna:

Esser deve ognor soggetta.

O la madre le comanda,

O comanda la padrona,

O il marito la bastona,

E la donna, poveretta,

Viver deve ognor soggetta.

 

E pur, per liberarmi

Da questa soggezione in cui mi trovo,

Cerco di maritarmi,

E di me fare un sagrifizio nuovo.

Due sono i pretendenti che mi vogliono.

Ma tutti due m'imbrogliano;

Pare che mi offeriscano un tesoro,

Ma contenta non son d'alcun di loro.

 

MAS.

(Ecco Dorina; or voglio

La mia sorte tentar).

 

DOR.

Signor fattore,

Vi riverisco.

 

MAS.

Addio, Dorina bella.

 

DOR.

Voi sbagliate, signor, non sarò quella.

 

MAS.

Non siete voi Dorina?

L'occhio non m'ingannò.

 

DOR.

Son Dorina, egli è ver, ma bella no.

 

MAS.

Della vostra modestia

L'amabile virtù

V'accresce adesso una beltà di più.

 

DOR.

Voi mi mortificate.

 

MAS.

E voi m'innamorate.

E voi, Dorina mia...

Voi mi fareste far qualche pazzia.

 

DOR.

Signor, io non capisco...

 

MAS.

Dite un poco:

È ver che in questo

Vi voglion maritare?

 

DOR.

Signor sì.

 

MAS.

È ver che al giardiniero

O al servitor vi voglion dare?

 

DOR.

È vero.

 

MAS.

Se un partito miglior vi proporrò,

L'accetterete voi?

 

DOR.

E perché no?

 

MAS.

Per esempio, se io,

Che alfin sono un fattore,

Mi esibissi per voi?

 

DOR.

Oh, mio signore!

 

MAS.

Schietto convien parlar, Dorina mia.

 

DOR.

Io non ho dote per vossignoria.

 

MAS.

Di dote non m'importa;

Son degli anni ch'io servo da fattore,

Ed un fattor che ha un po' di cognizione

Presto divien più ricco del padrone.

Ditemi, se vi piace,

Dorina, il mio partito;

Dite se mi volete per marito.

 

DOR.

Direi... signor...

 

MAS.

Franco parlar bisogna.

 

DOR.

Ho un pochin di vergogna.

 

MAS.

Siamo fra voi e me; nessun ci sente.

 

DOR.

Basta... se la padrona...

Si contenta che io...

 

MAS.

Di farla contentar l'impegno è mio.

Non lo dite a nessun s'io non lo dico;

Lasciate a me l'intrico;

E fra i due pretendenti al vostro core

Quel che trionferà sarà il fattore.

 

DOR.

Ma... non vorrei...

 

MAS.

Conviene

Star zitti, e condur bene

La macchina presente;

Far le cose fra noi senza dir niente.

 

DOR.

Ma se Titta e Mingone

Mi vedono con voi, cosa diranno?

 

MAS.

Che parli crederanno

Per loro; e la padrona ed il padrone

Entrambi me l'han detto.

Impegnato mi crede ognun per sé;

Ma io voglio operar solo per me.

 

DOR.

Basta... non so che dire...

 

MAS.

Cara, è pure mal fatto

Che un boccon prelibato come il vostro

Vada in mano d'un mostro,

D'uno sciocco, d'un vil, d'un servitore:

Un boccon veramente da fattore.

 

DOR.

Mi vorrete poi ben?

 

MAS.

Tanto e poi tanto.

 

DOR.

Siete pure gentil!

 

MAS.

Siete un incanto.

 

Ah Dorina, mie viscere, amabile,

Voi avete ferito il mio cor.

 

DOR.

Ah Masotto, gentile, adorabile,

Per voi sento nel seno l'ardor.

 

a due

E crescendo mi va poco a poco

Una smania, una gioia ed un foco,

Che son figli d'un tenero amor.

 

MAS.

Zitto, che vengono

Titta e Mingone.

Qualche finzione

Convien pensar.

 

TITTA

Mi manda il padrone

A dirti così... (a Masotto)

 

MING

Io dalla padrona

Mandato son qui... (a Masotto)

 

TITTA

Per dirvi che a quella...

 

MING

Per dirvi che a lei...

 

a due

Parlate per me.

 

MAS.

Sì, cari, aspettate,

Parlar mi lasciate,

Saprete com'è. (s'accosta a Dorina)

 

DOR.

(V'è qualche novità?) (a Masotto)

 

MAS.

(La novitade è questa,

Che voi sarete mia). (piano a Dorina)

 

DOR.

(Sarà la cosa presta?) (piano a Masotto)

 

MAS.

(Stassera si farà). (piano a Dorina)

 

TITTA

(Per me la persuade). (da sé)

 

MING.

(Per me la disporrà). (da sé)

 

MAS.

(Guardate il servitore,

Che faccia da buffone!) (piano a Dorina)

 

TITTA

(Or parla in mio favor). (piano a Mingone)

 

MAS.

(Guardate il giardiniero,

Che faccia da babbione!) (piano a Dorina)

 

MING.

(Per me parla il fattor). (piano a Titta)

 

MAS

(Questo bel cor è mio). (piano a Dorina)

 

DOR.

(Vostra, mio ben, son io). (piano a Masotto)

 

a due

(Siete il mio dolce amor). (fra loro)

 

TITTA

} a due

(Sì sarà mia Dorina;

Sento brillarmi il cor).

(fra loro)

MING.

MAS.

Ho parlato.

 

TITTA

Ebben?

 

MING.

Che dice?

 

MAS.

Qualchedun sarà felice,

Ma chi sia, non voglio dir.

 

TITTA

Sarò io.

 

MING.

Sarò io quello.

 

DOR.

Il più caro ed il più bello

Già m'ha fatto innamorar.

 

TUTTI

Oh che gioia, oh che contento!

S'avvicina il bel momento,

Già mi sento giubilar. (partono)

 


 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License