Carlo Goldoni
Le nozze

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA   La Contessa, Mingone e detti

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SCENA OTTAVA

 

La Contessa, Mingone e detti.

 

CONT.

Su, presto; in mia presenza

la mano a colei. (a Mingone)

DOR.

Orsù, padroni miei,

Sapete cosa c'è?

La festa non si fa senza di me.

Vi dico apertamente

Che per or non ne voglio saper niente.

CON.

Come c'entrate voi? (alla Contessa)

CONT.

Voi, chi v'insegna

A violentar le figlie in tal maniera?

CON.

Quel briccon di Mingone invan la spera.

MING.

Io non parlo, signore.

TITTA

Anch'io sto zitto.

DOR.

Così foste uno lesso e l'altro fritto.

L'ho detto, lo ridico, e lo dirò

Fino che fiato avrò:

Con alcun di costor non vuò legarmi;

E se di maritarmi avrò desio,

Voglio farlo, signori, a modo mio.

 

Oh questa è bella!

Se son zitella,

M'hanno per questo

Da comandar?

Io di nessuno

Ci penso un cavolo,

Nemmeno il diavolo

Mi fa tremar.

Io non li voglio,

Quest'è finita,

Ciascun le dita

Si può leccar. (parte)

 

 

 


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