Carlo Goldoni
Le nozze

ATTO TERZO

SCENA SETTIMA   Livietta, poi Masotto

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SCENA SETTIMA

 

Livietta, poi Masotto

 

LIV.

Certo, per dir il vero,

Non mi dispiacerebbe; ma se sposa

Dorina? E chi lo sa? Titta e Mingone

Hanno egualmente le speranze sue,

E resterà burlato uno dei due.

E allor mi degnerei

Di sposar un che fosse rifiutato?

Mi degnerei di soggettarmi ad esso?

Eh! perché no? Così venisse adesso.

MAS.

Acciò non ritorniate

A farmi un altro scherzo per vendetta,

Vengo a dirvi, Livietta,

Che Dorina si sposa immantinente.

LIV.

E chi è lo sposo?

MAS.

Eccolo a voi presente.

LIV.

Come? voi?

MAS.

Sì, son io

Lo sposo fortunato

Che fra i due litiganti ha guadagnato.

LIV.

E i padroni?

MAS.

I padroni

M'hanno in questo momento

Assicurato il lor consentimento.

Si faranno le nozze in questa sera.

LIV.

Questa sera si fan?

MAS.

Così si spera.

LIV.

E Titta?

MAS.

Sarà vostro se volete.

LIV.

Vorrei... e non vorrei...

MAS.

Che dubitate?

LIV.

Un rifiuto sposar...

MAS.

Non gli abbadate;

Se vi piace, pigliatelo, figliuola.

LIV.

Dunque lo piglierò per non star sola.

Ma Titta lo vorrà?

MAS.

Sì, certamente:

Fidatevi di me; vostro Cupido

Oggi Titta sarà.

LIV.

Di voi mi fido.

 

 

 


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