Carlo Goldoni
Ircana in Julfa

ATTO QUARTO

Scena Sesta. Zulmira e detta

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Scena Sesta. Zulmira e detta

 

ZULMIRA (Ecco in femminee spoglie la mentitrice indegna.

Coprasi il mio livore di piacevole insegna;

E faccia ad ogni costo questo mio cuor schernito,

Contro di lei vendetta, e contro il reo marito).(da sé)

IRCANA Perdonate, signora, all'innocente inganno.

ZULMIRA Vedi fra noi le donne, vedi se tacer sanno?

Io ti conobbi appena giungesti in queste porte;

Mi confidò l'arcano l'amabile consorte.

Finsi per dar piacere, fingendo, al mio signore,

Teco mi presi gioco nel favellar d'amore;

E più gioco mi presi, che tue sembianze ignote

Schernisser di Demetrio la suora e la nipote.

IRCANA Ben me n'avvidi allora, che a me le vostre pene

Svelaste in guisa tale che a sposa mal conviene.

E dissi nel mirarvi vezzosa agli occhi miei

Mi conosce Zulmira, affé lo giurerei.

ZULMIRA Giuralo pur, se d'uopo hai di giurarlo altrui.

Fida all'amato sposo sempre sarò qual fui.

Ma dimmi il vero, Ircana confessalo anche tu

Potea, per ingannarti, potea finger di più?

IRCANA Certo, fingeste a segno per me l'ardente foco,

Che a credervi innocente ho a faticar non poco.

ZULMIRA Rea mi credi?

IRCANA No, dico.

ZULMIRA Vantar forse vorresti,

Che tu co' finti sguardi me d'amore accendesti?

IRCANA No, vi ridico

Erano simulati quei teneri sospiri.

E per accreditare ch'io fossi qual non sono,

Scaltra, voi mi faceste di questa gemma un dono.

ZULMIRA Rendila pure.

IRCANA Indegna sarò di così poco?

ZULMIRA Rendimi quella gemma che ti donai per gioco. (alterata)

IRCANA Eccola, ma se aveste sol di scherzare impegno,

Ora perché lo scherzo si è convertito in sdegno?

ZULMIRA No, non mi sdegno, amica.

IRCANA Amica? Tal mi onora

Del mio signor la sposa?

ZULMIRA Vo' scherzar teco ancora.

IRCANA Finché da finte spoglie copriasi il sesso mio,

Soffria degli altri il riso; d'altri rideva anch'io.

Or son chi son, Zulmira. Or la finzione è vana.

ZULMIRA Non ti sdegnar per questo, non adirarti, Ircana.

Vieni meco, vo' darti d'amor verace segno.

IRCANA (Veggo il riso forzato; cova costei lo sdegno.

Anche Fatima istessa, che avea men empio il core,

Si provò coll'affetto mascherar il livore.

Tutte le donne eguali sono pur troppo in questo.

L'ira sol io nel viso di mascherar detesto). (da sé)

ZULMIRA (Parla fra sé la scaltra. Qualche disastro aspetta.

Vo' accelerar, se posso, il corso alla vendetta). (da sé)

Vieni meco.

IRCANA A qual uopo?

ZULMIRA Schiava servir ricusa?

IRCANA No, di servir son pronta; ad obbedir son usa.

ZULMIRA Seguimi.

IRCANA All’orme vostre fida m’avrete intorno.

ZULMIRA (Vieni, che più la luce non mirerai del giorno).(da sé, e parte)

IRCANA Veggo, o di veder parmi, torbidi i di lei lumi.

Difendetemi voi, dell’innocenza o Numi.( parte)

 


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