Carlo Goldoni
Ircana in Julfa

ATTO QUARTO

Scena Dodicesima. Kiskia e detta

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

Scena Dodicesima. Kiskia e detta

 

KISKIA Quivi Ircano è rinchiuso. Vo' superar la tema.

Fra quest'ombre terribili sento che il cor mi trema.

IRCANA Odo alcun che s'accosta. Vien, carnefice mio. (irata)

KISKIA Ohimè. (s’intimorisce)

IRCANA Parla. Chi sei?

KISKIA Oh che timor! Son io.

IRCANA Kiskia, sei tu?

KISKIA Sì, caro.

IRCANA (Caro? Mi crede Ircano). (da sé)

KISKIA Che fai tu qui?

IRCANA Tradito son da un cuore inumano

KISKIA Il ciel m'ha qui mandato.

IRCANA Santa del ciel clemenza!

No, che perir non lasci la misera innocenza.

KISKIA Presto, presto vien meco.

IRCANA Dove siete? (si cercano)

KISKIA La mano.(si trovano)

IRCANA Deggio a voi la mia vita.

KISKIA Ecco il mio caro Ircano.

Mi sarai grato almeno?

IRCANA Pietosa in questo giorno...

V'è altra gente, mi pare.

KISKIA Non ho più sangue intorno.

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License