Carlo Goldoni
Pamela maritata

ATTO PRIMO

SCENA UNDICESIMA   Milord Bonfil, poi madama Jevre

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA UNDICESIMA

 

Milord Bonfil, poi madama Jevre

 

BONF. Infelice quel cuore, in cui penetra il veleno della gelosia. Io non ho motivo di esser geloso, ma conosco che, se lo fossi, sarei bestiale. Non impedirò mai a Pamela di conversare ma non soffrirò ch'ella conversi a testa a testa con uno solo. Eppure ci si è trovata con milord Artur. Eh, un accidente non dee fare stato. Non l'averanno fatto a malizia. Ecco Jevre; sentiamo da lei, come accaduto sia un tal incontro; ma senza porla in sospetto, ché non vo' scoprire la mia debolezza.

JEV. Signore, che mi comandate?

BONF. Dov'è la padrona?

JEV. Nella sua camera.

BONF. È sola?

JEV. Sola. Con chi ha da essere?

BONF. Delle visite ne vengono continuamente.

JEV. È vero, le riceve per forza. Tratta tutti con indifferenza, e si spiccia prestissimo.

BONF. Basta che non si trattenga da solo a sola.

JEV. Oh cosa dite! non vi è pericolo.

BONF. Non si è mai trattenuta a testa a testa con qualcheduno?

JEV. No certamente. (Se gli dico di milord Artur, è capace d'ingelosirsi). (da sé)

BONF. Lo sapete voi per sicuro?

JEV. Per sicurissimo.

BONF. Jevre, non principiate a dirmi delle bugie.

JEV. Non direi una bugia per tutto l'oro del mondo.

BONF. Non lo sapete, che milord Artur è stato buona pezza da solo a sola con mia consorte?

JEV. (Spie indegne, subito gliel'hanno detto). (da sé)

BONF. Rispondetemi: non lo sapete?

JEV. Io mi maraviglio che vi dicano di queste cose, e che voi le crediate.

BONF. Non ci è stato milord Artur? (con isdegno)

JEV. Sì, ci è stato. (con qualche timore)

BONF. Dunque di che vi maravigliate?

JEV. Mi maraviglio di chi vi ha detto che erano soli.

BONF. E chi vi era con loro?

JEV. Io, signore, e sono stata sempre con tanto d'occhi e colle orecchie attentissime.

BONF. Sì? ditemi dunque, di che cosa hanno fra di lor parlato.

JEV. (Che diamne gli ho da dire?) Hanno parlato di varie cose delle quali ora non mi sovvengo.

BONF. Dunque non avete ascoltato. Dunque siete bugiarda.

JEV. Eh, mi fareste venir la rabbia. Hanno parlato di cose indifferenti.

BONF. Ma di che?

. Che so io? di mode, di scuffie, di abiti, di galanterie.

BONF. Milord non è capace di simili ragionamenti.

JEV. Eppure...

BONF. Andate.

JEV. Non vorrei che credeste...

BONF. Andate, vi dico. (alterato)

JEV. (Oh, questa volta mi son confusa davvero). (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License