Carlo Goldoni
Pamela maritata

ATTO SECONDO

SCENA DODICESIMA   Pamela e monsieur Longman

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SCENA DODICESIMA

 

Pamela e monsieur Longman

 

PAM. Non impedirà ch'io gli parli. (in atto di partire)

LONG. Ah, signora, fermatevi. Il padrone è troppo adirato contro di voi. Ora ha più che mai il sangue caldo. Non vi esponete a un insulto.

PAM. Monsieur Longman, che cosa mi consigliate di fare?

LONG. Non saprei. Sono afflitto al pari di voi.

PAM. Credete voi ch'io sia rea della colpa che mi viene apposta?

LONG. Oibò; vi credo innocentissima.

PAM. E ho da soffrire di essere calunniata?

LONG. Abbiate pazienza. Il tempo farà scoprire la verità. Il padrone è geloso. Non vi ricordate, che fu geloso di me? Non vi ricordate, che paura mi ha fatto?

PAM. Parla di ripudiarmi, la minaccia è terribile.

LONG. Non lo farà; ma quando mai lo facesse... Pamela, ancora vi amo. Oh povero me! non mi ricordava che siete nata contessa. Compatitemi per carità, vi ho voluto bene, e ve ne vorrò sempre. Uh, se mi sentisse il padrone! Vado via. Dove posso, fate capitale di me. (parte)

 

 

 


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