Carlo Goldoni
Pamela nubile

ATTO PRIMO

SCENA XIV   Isacco e detti

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SCENA XIV

 

Isacco e detti.

 

ISAC. Signore.

BON. Non t'ho io ordinato il ?

ISAC. Il credenziere non l'ha preparato.

BON. Bestia, il , bestia! Il rak, animalaccio, il rak.

ISAC. Ma signore...

BON. Non mi rispondere, che ti rompo il capo. (Isacco parte, e poi ritorna)

ART. (Milord è agitato.)

BON. Sediamo.

ART. Avete voi veduto il cavaliere Ernold?

BON. No, ma forse verrà stamane a vedermi.

ART. Sono cinque anni che viaggia. Ha fatto tutto il giro dell'Europa.

BON. Il più bello studio che far possa un uomo nobile, è quello di vedere il mondo.

ART. Sì, chi non esce dal suo paese, vive pieno di pregiudizj.

BON. Vi sono di quelli che credono non vi sia altro mondo che la loro patria.

ART. Col viaggiare i superbi diventano docili.

BON. Ma qualche volta i pazzi impazziscono più che mai.

ART. Certamente; il mondo è un bel libro, ma poco serve a chi non sa leggere.

(Isacco, col e il rak, varie chicchere, entra e pone tutto sul tavolino. Bonfil versa il , ponendovi lo zucchero, e poi il rak, e ne una tazza ad Artur, una ne prende per , e bevono)

ISAC. (a Bonfil) Signore.

BON. Che c'è?

ISAC. Milord Coubrech e il cavaliere Ernold vorrebbero riverirvi.

BON. Passino. (Isacco parte)

ART. Vedremo che profitto avrà fatto il nostro viaggiatore.

BON. Se non avrà acquistata prudenza, avrà approfittato poco.

 

 


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