Carlo Goldoni
Pamela nubile

ATTO SECONDO

SCENA III   Isacco e detto, poi Monsieur Longman

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SCENA III

 

Isacco e detto, poi Monsieur Longman.

 

ISAC. Signore.

BON. Il maggiordomo. (Isacco parte) Milord Artur conosce il mio male ed il mio rimedio; ed io sono un infermo che odia la medicina, e non vorrebbe rassegnarsi al medico. Ho data la mia parola; anderò. E Pamela? E Pamela si mariterà. Si mariterà? Sì, sì; si mariterà; a tuo dispetto, mio cuore; sì, a tuo dispetto.

LON. Signore?

BON. Vi levo ogni ordine. Non vado alla contea di Lincoln.

LON. Ho inteso.

BON. Fatemi preparare per dopo pranzo un abito da viaggio.

LON. Parte oggi, signore?

BON. Sì.

LON. Dunque parte.

BON. Sì; l'ho detto.

LON. Ho da preparare il bagaglio per la contea di Lincoln?

BON. Siete sordo? V'ho detto che non vi vado.

LON. Ma se parte...

BON. (alterato) Parto sì, parto, ma non per Lincoln.

LON. (Non lo capisco.)

BON. Che ha detto Miledi in partendo da casa mia?

LON. Che vuol Pamela assolutamente.

BON. Non l'avrà. Giuro al cielo, non l'avrà.

LON. Resterà ella in casa?

BON. La mariterò.

LON. Signore, la vuol maritare?

BON. Sì, voglio assicurare la sua fortuna.

LON. Perdoni; le ha ritrovato marito?

BON. Non ancora.

LON. (da ) (Ah foss'io il fortunato!)

BON. Avreste voi qualche buon partito da proporre a Pamela?

LON. L'avrei io, ma...

BON. Che vuol dire questa sospensione?

LON. Domando perdono... La vuol maritare davvero, davvero?

BON. Io non parlo invano.

LON. Pamela vorrà soddisfarsi.

BON. Pamela è saggia.

LON. Se è saggia, non disprezzerà un uomo avanzato.

BON. Inclinereste voi a sposarla?

LON. E perchè no? Voi sapete chi sono.

BON. (da ) (Ah ribaldo! Costui mi è rivale.)

LON. Le farò donazione di quanto possiedo.

BON. (da ) (Sì, sì, con questo matrimonio Pamela non si scosta dagli occhi miei.)

LON. Signore, ecco superato ogni mio rossore. Amo Pamela, ed ora che vi vedo in procinto di disporre di lei, vi supplico consolarmi.

BON. (Come? Soffirirò che un mio servitore gioisca di quella bellezza che m'innamora? Non sarà mai.)

LON. Signore, che dite?

BON. (alterato) Dico che siete un pazzo; che se ardirete mirar Pamela, vi ucciderò colle mie proprie mani.

LON. (senza parlare fa una riverenza a Milord, e parte)

BON. Ah no, non sarà possibile ch'io vegga d'altri Pamela, senza morire. Ma la parola che ne ho data all'amico? Sarò volubile a questo segno? Mi cambierò ogni momento? Orsù, cedasi alla ragione, trionfi l'orgoglio e si sagrifichi il cuore. Madama Jevre trovi a Pamela lo sposo. Io non tornerò a Londra, prima che ella non sia legata ad altrui. E allora potrò io vivere? No, morirò certamente, e la mia morte sarà trofeo delle massime rigorose del vero onore. Veggasi Pamela, ma per l'ultima volta. (va ad aprir colla chiave)

 

 


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