Carlo Goldoni
Pamela nubile

ATTO SECONDO

SCENA XIII   Madama Jevre e detti

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SCENA XIII

 

Madama Jevre e detti.

 

JEV. Oimè! Che è stato? Che ha Pamela, che grida?

PAM. Ah, Madama, ajutatemi. Difendetemi voi dagl'insulti di un dissoluto.

JEV. Come, signor cavaliere? In casa di milord Bonfil?

ERN. Che cosa credete ch'io le abbia fatto?

JEV. Le sue strida quasi quasi me lo fanno supporre.

ERN. Le voleva far due carezze, e non altro.

JEV. E non altro?

ERN. Che dite? Non è ella una sciocca a strillare così?

MIL. È una temeraria. Ha perduto il rispetto a mio nipote ed a me stessa.

JEV. Mi maraviglio che il signor cavaliere si prenda una simile libertà.

ERN. Oh poffar il mondo! Con una serva non si potrà scherzare?

JEV. Dove avete imparato questo bel costume?

ERN. Dove? Dappertutto. Voi non sapete niente. Io ho viaggiato. Ho ritrovato per tutto delle cameriere vezzose, delle cameriere di spirito, capaci di trattenere una brillante anticamera, fintanto che la padrona si mette in istato di ricevere la conversazione. Colle cameriere si scherza, si ride, si dicono delle barzellette, e tuttochè abbia qualcuna di esse l'abilità d'innamorare il padrone, non sono co' forestieri fastidiose come costei.

JEV. In verità, signor cavaliere, a viaggiare avete imparato qualche cosa di buono.

MIL. Orsù, tronchiamo questo importuno ragionamento. Pamela ha da venire con me.

PAM. (piano a Jevre) (Madama Jevre, mi raccomando a voi.)

JEV. Signora, aspettate che venga il padrone.

MIL. Appunto perchè non c'è, ella deve meco venire.

JEV. Oh! perdonatemi, non ci verrà assolutamente.

MIL. Non ci verrà? La farò strascinare per forza.

ERN. Io non ho vedute femmine più impertinenti di voi.

JEV. Signore, non mi perdete il rispetto; sono la governatrice di milord Bonfil.

ERN. Io credeva che foste la governatrice dell'Indie.

JEV. Saprà Milord gl'insulti che fatti avete alla di lui casa.

MIL. Sappiali pure. Egli mi ha provocato.

ERN. Milord non si riscalderà per due sciocche di donne.

JEV. Mi maraviglio di voi.

MIL. Impertinente! (chiama alla porta) Ehi, dove siete?

JEV. Chi chiamate, signora?

MIL. Chiamo i miei servitori.

JEV. Usereste qualche violenza?

MIL. (chiama come sopra) Ehi, dico.

 

 

 


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