Carlo Goldoni
Il padre per amore

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA   Porto di mare con vari navigli, fra' quali una feluca arrivata di fresco, da dove sbarcano marinari e passeggieri, e fra questi Donna Marianna, Paolina  vestita da uomo, e  don Roberto

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ATTO SECONDO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Porto di mare con vari navigli, fra' quali una feluca arrivata di fresco, da dove sbarcano marinari e passeggieri, e fra questi

Donna Marianna, Paolina  vestita da uomo, e  don Roberto.

 

MARI.

Ditemi, galantuomo. (ad un Marinaro)

MAR.

Comandi, mia signora.

MARI.

Napoli avete in pratica?

MAR.

Me ne ricordo ancora.

MARI.

Il duca don Luigi, signor di Ventimiglia,

Lo conoscete voi?

MAR.

Conosco la famiglia.

MARI.

Ite a cercar di lui. Ditegli, che il piacere

Desia di riverirlo al porto un forestiere.

Non dite che sia donna quella che lo domanda.

Posso di voi fidarmi?

MAR.

Farò quel che comanda. (parte inchinandosi)

ROB.

Servo a donna Marianna; con vostra permissione,

Vo a rintracciar, s'io posso, comoda abitazione.

MARI.

Itene, don Roberto, a far quel che vi aggrada.

PAO.

E noi alloggieremo in mezzo ad una strada?

MARI.

Ritroverem noi pure per ricovrarci un tetto,

Ma don Luigi in prima di rivedere aspetto.

PAO.

Veder non lo potrete in un albergo ancora?

MARI.

Se il marinaro il loco non sa di mia dimora,

Come vuoi tu che seco conduca il cavaliere?

PAO.

Può intanto don Roberto l'albergo provvedere.

Già, se vien don Luigi, credo sarà tutt'uno,

E resteremo entrambe a stomaco digiuno.

MARI.

Per me penso altrimenti; però son persuasa,

Che abbiaci don Roberto a provveder di casa.

ROB.

Lo farò volontieri, giacché la sorte mia

Mi fe' goder nel viaggio la vostra compagnia.

È giusto che m'impieghi per voi con diligenza,

Se degno mi faceste di vostra confidenza.

PAO.

Per noi fu una fortuna trovare in quel naviglio

Un uomo, come voi, di senno e di consiglio.

In verità dentro, senza d'un uomo allato,

Di due femmine sole non so che saria stato.

Per servir la signora, cambiai le vesti e il nome,

Ma mi conobber subito, e non saprei dir come;

Un capitano inglese, pieno di carità,

Scherzando del suo letto mi offerse la metà.

I marinari accorti, bricconi, galeotti,

Mostrando non conoscermi, mi dier dei pizzicotti.

E senza don Roberto, che alfin mi ha preservata,

Affé, quei malandrini mi avrian precipitata.

ROB.

Servire ad una dama accolto ho con piacere;

Con lei, colla donzella ho fatto il mio dovere.

, per grazia vostra fidandovi di me,

Saprò comodo albergo cercar per tutti tre.

MARI.

Sì, cercatelo pure.

PAO.

Di Napoli voi siete;

Casa in Napoli aveste, ed or più non l'avete?

ROB.

Son tre lustri passati, che fuor dalle mie soglie

Non ho notizia alcuna nemmen della mia moglie.

Ora dal Nuovo Mondo, dove finor son stato,

Sono improvvisamente in Napoli tornato.

Placida, mia consorte, chi sa dove dimora?

In qual stato si trovi, e s'è più viva ancora?

Nel coniugale albergo, dove io la lasciai,

So che più non dimora; di ciò me n'informai.

Napoli è città grande, qua non si può la gente,

Senza saper il sito, trovarfacilmente.

Onde cercar di lei dovrò di porta in porta,

Per giungere a sapere s'ella sia viva o morta.

PAO.

In un simile dubbio che dice il vostro cuore?

ROB.

Della mia ingratitudine si desta in me il rossore.

Ebbi una saggia moglie da me non meritata,

E troppo ingratamente un l'ho abbandonata.

Soffrì pazientemente ch'io gissi a lei lontano,

Nel militare impiego servendo il mio sovrano.

Ma in qualunque distanza, nel Nuovo Mondo ancora,

Notizia lusingossi aver di mia dimora.

In età giovanile, senza la sposa allato,

Di lei poco mi calse, di lei mi son scordato.

Ora in patria tornando, il mio dover rammento,

L'error, l'ingratitudine detesto, e me ne pento.

Bramo trovarla in vita, per chiederle perdono.

Temo a lei presentarmi, un infedel qual sono;

Ma se non ha cangiato la mia diletta il cuore,

Mi accoglierà, son certo, con tenerezza e amore. (parte)

 

 

 


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