Carlo Goldoni
Il padre per amore

ATTO SECONDO

SCENA TERZA   Il Marinaro e dette

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SCENA TERZA

 

Il Marinaro e dette.

 

MARI.

Sì presto a noi tornato? (al Marinaro)

MAR.

Poco di qua lontano il Duca ho ritrovato.

MARI.

Dove?

MAR.

Nel suo palazzo, tanto al porto vicino,

Che a lui da dove siamo brevissimo è il cammino.

Pria di me una carrozza vidi colà arrivata;

M'informai ch'era desso, gli feci l'imbasciata.

Dissemi: il forastiere da me può favorire.

Gli risposi: Dal porto per or non può partire.

Stette sospeso un poco, un giovane chiamò,

Poscia mi disse: Andate, ditegli ch'io verrò.

MARI.

Ebbe verun sospetto?

MAR.

Zitto, signora, osservo

Quel giovane venire, ch'io credo un di lui servo.

MARI.

Itene, e per mercede questo danar tenete.

MAR.

Sarò ai vostri comandi ognor che mi vorrete. (parte)

MARI.

Ritiromi in disparte; non voglio esser veduta.

Parla tu con il servo, da lui non conosciuta.

Poscia a dirmi verrai qual sia la commissione,

Onde il servo del Duca mandato è dal padrone.

Se l'uopo nol richiede, non iscoprire il sesso:

Fingiti il cavaliere che ha da parlar con esso.

Odi se don Luigi quivi aspettar dobbiamo,

E se venir non degna, a ritrovarlo andiamo.

Nulla tentar ricusa, chi tutto ha già perduto;

E dall'ardir soltanto posso sperar aiuto. (si ritira)

 

 

 


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