Carlo Goldoni
Il padre per amore

ATTO QUINTO

SCENA OTTAVA   Don Fernando ed il Duca, poi  Beltrame

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA OTTAVA

 

Don Fernando ed il Duca, poi  Beltrame.

 

LUI.

Veramente che dirle io non sapea, signore.

Vive confuso e incerto finora anche il mio core.

Ho di sperar motivo, se ragionare io v'odo;

Ma di ottener la pace non è sicuro il modo.

FER.

Verrà donna Marianna. Ho la carrozza inviata.

Spero, s'è ragionevole, non ritrovarla ingrata.

Sì, nipote carissimo, pur che mi sia concesso

Tutti veder contenti, sacrifico me stesso.

Chiede donna Marianna giustizia, o pur vendetta;

A un cavalier la chiede, dall'onor mio l'aspetta.

E se di voi la giovine può lusingarsi invano,

Risarcir le sue perdite vogl'io colla mia mano.

Ecco un sforzo novello del mio paterno amore,

Per la cara Isabella che m'incatena il cuore.

Della mia sposa estinta fresca la piaga in petto,

Il desio non mi sprona ad un novello affetto,

Ma della sposa istessa, colà dove si trova,

So che l'alma onorata il mio consiglio approva.

LUI.

Veggo i vostri pensieri diretti ed inclinati

A rendere tre cuori felici e fortunati.

Voglia il ciel che Marianna secondi il bel disegno,

Che la ragione arrivi a moderar lo sdegno.

FER.

Se per onor soltanto l'illustre donna è accesa,

Lusingomi vederla al mio disegno arresa.

Può soddisfar di tutti ciò sol le oneste brame. (viene Beltrame)

Sentiam di don Roberto. Accostati, Beltrame.

BEL.

(Si avanza)

FER.

Che fu del capitano? Non venne a queste porte?

BEL.

Sì, signore, poc'anzi veduta ha la consorte.

FER.

Tenero fu l'incontro.

BEL.

Fu tenero così,

Che la povera donna di gioia tramortì.

Ed egli per soccorrerla all'uso militare,

Disse che le voleva le braccia scavezzare.

FER.

Come! È forse impazzito?

BEL.

Dice, in una parola,

Non voler la ragazza conoscer per figliuola.

Che non sa, che non crede che in questa casa è nata,

E accusa donna Placida di femmina sfacciata.

FER.

Ah, dov'è quel ribaldo? Venga alla mia presenza.

BEL.

Ciò detto, dal palazzo fe' subito partenza.

FER.

Trovisi immantinente.

BEL.

È una bestia, è un demonio.

Minaccia di accusarmi di falso testimonio.

Per amore, o per forza, qui lo farò portare;

Mandatelo in prigione, e fatelo impiccare. (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License