Carlo Goldoni
Il padre per amore

ATTO QUINTO

SCENA SEDICESIMA   Il Cavaliere Ansaldo e detti

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SCENA SEDICESIMA

 

Il Cavaliere Ansaldo e detti.

 

CAV.

Signore, il capitano, che a voi si raccomanda,

Giustizia all'onor suo pretende, e la domanda.

Opporsi è cosa ingiusta alle ragioni sue.

FER.

Amico, il capitano qual è di questi due? (facendogli vedere anche don Roberto)

CAV.

Che stravaganza è questa? (a Fabrizio)

FAB.

Un colpo inaspettato.

PAS.

Dall'Indie sulle spalle il diavol l'ha portato.

CAV.

(Discoperto è l'inganno. Oimè! qual confusione?) (da sé)

FER.

Cavalier, da par vostro vi par codest'azione?

Ah, così deturpate il sangue onde nasceste?

Quai perfide calunnie, quai macchine son queste?

Giunger fino all'eccesso, che un falso genitore

Rechi a figlia innocente perpetuo disonore?

Nutrir potete in senoorridi sentimenti?

CAV.

Ah consiglier ribaldo d'inganni e tradimenti! (a Fabrizio)

FAB.

(Ecco i cento ducati che il Cavalier ci ). (a Pasquale)

PAS.

(Fabrizio, ti regalo anche la mia metà). (a Fabrizio)

 

 

 


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