Carlo Goldoni
Le pescatrici

ATTO PRIMO

SCENA NONA   Nerina, poi Mastricco

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SCENA NONA

 

Nerina, poi Mastricco

 

NER.

Oh questa sì ch'è bella! (parla verso la scena)

Signora sì, mi voglio maritare.

In casa non vuò stare;

Anch'io vuò divertirmi al colle e al prato

Coll'altre donne, col sposino allato.

Non credo che si dia

Madre come la mia;

Non vuol ch'io mi mariti,

Dice cento ragioni inconcludenti:

E per questa, e per quella, e per quell'altra.

Ma io che sono scaltra,

Credo che sia perché la poverina

Per voglia di marito si martora,

E nuovo sposo prenderebbe ancora.

MAST.

Nerina, ben trovata.

NER.

Zitto, sono arrabbiata.

MAST.

Perché?

NER.

Perché mia madre

Non mi vuol dar marito.

MAST.

Che poca carità!

Via, via, ve lo darà.

NER.

Ma io lo voglio presto.

MAST.

L'avete ritrovato?

NER.

È pronto e lesto.

MAST.

S'io vedo vostra madre,

Cara la mia fanciulla,

Volete che per voi le dica nulla?

NER.

Sì, caro il mio vecchietto,

Ditele che una figlia grandicella,

Non dico bella bella,

Ma né anche da sprezzare,

Con il tempo potria pericolare.

Che questi giovinotti

Mi vanno circondando;

Ch'io son prudente, e ch'io resisterò,

Ma... capitemi voi, fin che potrò.

 

Fin che son bella e giovine

Mi voglio maritar:

Le donne, quando invecchiano,

Si mandano a filar.

Sentir una vecchietta

A dir carin carino,

A far la vezzosetta

La vecchia allo sposino,

È cosa che da ridere

Ai giovani suol far.

Ma se un visetto amabile

Si vede a far l'amor,

Oh care le mie viscere,

Fa giubilare il cor. (parte)

 

 

 


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