Carlo Goldoni
I pettegolezzi delle donne

ATTO TERZO

Scena Diciannovesima. Beatrice, poi Eleonora e detti

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Scena Diciannovesima. Beatrice, poi Eleonora e detti

 

Beatrice - Signori, credete a quanto dice Checchina, poiché io dalla finestra ho veduto ogni cosa. L'ho veduta svenire, e l'ho veduta soccorrere da quel signore.

Eleonora - Sì certamente, signori miei, la cosa è così come la narra la signora Beatrice. Io dietro la finestra ho goduto due belle scene, una del signor Lelio e una di Checchina, e mi sono consolata, quando l'ho veduta soccorrere.

Paron Toni - Séntela, sior Ottavio? Sta putta xe innocente: sta putta xe una colomba.

Salamina - Ma perché disperarsi?

Paron Toni - Disè, fia mia, perché aveu in sta desperazion?

Checchina - Perché Beppo me vuol lassar.

Paron Toni - Per cossa ve vorlo lassar?

Checchina - Per causa de mio pare.

Paron Toni - Velo qua vostro pare.

Checchina - Oh Dio? Quel dai bagiggi?

Musa - Mi no stara; mi no stara.

Salamina - No, cara figlia, vostro padre son io. Io sono Ottavio Aretusi, quello che a voi diede la vita, quello che ora teneramente vi stringe.

Checchina - Oimè! Beppo, dov'estu, Beppo? Anema mia, dov'estu? Oh Dio! Muoro dalla consolazion.

Paron Toni - Adesso, adesso l'anderò a trovar mi. (parte)

Salamina - Via, rasserenatevi. Mi è noto il vostro amore, e son contento che vi sposiate col vostro caro.

Checchina - Mo dove xelo sto Beppo? Mo dove xelo?

Salamina - La nascita nostra è assai civile; ma essendo io stato schiavo per tanti anni, ora sono in ristrette fortune. La mia consolazione è veder voi, mia unica figlia, e vedervi sposa di chi tanto amate.

Checchina - Creature, cerchè Beppo, per carità.

Salamina - Beppo è di voi disgustato.

Checchina - Mo per cossa?

Salamina - Perché ha saputo essere voi nell'osteria con quel signor forestiere, e non sapeva il perché.

Checchina - Oh diavolo maledetto! Per causa vostra. (a Lelio)

Lelio - Io vi ho fatto del bene.

Checchina - Sì ben, xe vero, el cielo ve ne renda merito.

 

 


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