Carlo Goldoni
Il poeta fanatico

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Ottavio, Rosaura e Florindo

 

OTT.

Gente cui si fa notte innanzi sera.

Gente cui si fa notte innanzi sera.

Figliuoli miei, lasciatemi in quiete. Ho da correggere la prefazione. Il principio non mi dispiace. O ignorantissima temeraria gente, che contro la poetica sovrumana virtù ingiurie pessime scaricate...

ROS. Signor padre, vado anch’io a terminare la mia composizione.

OTT. Sì. Per dar principio alle nostre accademiche esercitazioni...

FLOR. Anch’io vi leverò l’incomodo.

OTT. Sì. Ragion vuole che io, poiché del principesco onore...

ROS. Il signor Florindo può venir meco?

OTT. Sì. Parola dell’istituto nostro faccia...

FLOR. Mi permettete ch’io vada ad assistere la signora Rosaura?

OTT. Sì. E del titolo nostro e dell’accademica pastorale...

ROS. Vado.

OTT. Sì. Sappiasi dunque...

FLOR. Ed io l’accompagno.

OTT. Sì. Sappiasi dunque...

FLOR. Andiamo a terminare le nostre composizioni. (a Rosaura)

ROS. E se viene la signora matrigna?

FLOR. Due onesti amanti non si prendono soggezione. Andiamo, la mia cara Nice.

Nice sola sospiro, e Nice chiamo,

E la sua destra ed il suo core aspetto.

ROS.

Amor pietoso in mio soccorso io chiamo,

E da Fileno il mio conforto aspetto. (partono)

 

 

 


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