Carlo Goldoni
Il poeta fanatico

ATTO SECONDO

SCENA OTTAVA

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SCENA OTTAVA

 

Beatrice ed Arlecchino

 

BEAT. Galantuomo, chi siete voi?

ARL. Un poeta, per servirla.

BEAT. Siete anche voi uno scroccone simile al signor Tonino e alla signora Corallina?

ARL. Giusto; son fradello della signora Corallina.

BEAT. E siete anche voi venuto a scroccare con essi?

ARL. Procurerò anca mi de farme onor.

BEAT. Fareste meglio andar a lavorare.

ARL. Per dirghela, no ghe n’ho troppa volontà.

BEAT. Signor sì, col pretesto d’esser poeta, si fa vita oziosa e da vagabondo.

ARL. Chi ela in grazia?

BEAT. Sono la padrona di questa casa.

ARL. M’imagino che la sarà poetessa anca ella.

BEAT. Sono il diavolo che vi porti. Andate fuori di qui.

ARL. Come! Cussì se scazza i galantomeni?

BEAT. Andatene, altrimenti vi farò cacciare per forza.

ARL.                             La donna brava e accorta,

Scaccia chi ghe vol tor, e tol chi porta. (parte)

 

 

 


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