Carlo Goldoni
Il poeta fanatico

ATTO SECONDO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Corallina e Beatrice

 

COR. Signora, perché scacciate voi mio fratello?

BEAT. Perché la mia casa non ha da essere il ricetto dei vagabondi.

COR. Signora mia, permettetemi ch’io vi dica un apologo.

BEAT. Che cos’è quest’apologo?

COR. Vuol dire una favoletta.

BEAT. Io non mi curo delle vostre scioccherie.

COR. Sentitela, e non vi dispiacerà.

Cadde una pecorella dentro un pozzo

E facea per uscir qualche schiamazzo;

Ed un lupo, che aveva pieno il gozzo,

La derideva e ne facea strapazzo.

Giunse il pastore e uccise il lupo sozzo,

E la pecora trasse fuor del guazzo.

S’io la pecora son, che si strapazza,

Rammentatevi il lupo, o gente pazza.

BEAT. Come! Che temerità è questa? Dare a me della pazza?

COR. Signora, v’ingannate, io non parlo di voi.

BEAT. Dunque di chi parlate?

COR. Parla la favola di chi ride del male altrui, di chi si beffa delle altrui miserie, di chi non porgerebbe la mano a un misero che si affoga, per trarlo fuori dal suo pericolo.

BEAT. Io non ho sentimentibarbari. Piace a me pure la carità, ma mi piace farla a chi la merita.

COR. Sapete voi distinguere chi più meriti la carità?

BEAT. M’insegnereste ancor questo? La carità la meritano i poveri che vanno questuando, quei che sono imperfetti, quei che domandano pietà colle loro lagrime, colle loro strida.

COR. Permettetemi ch’io vi reciti un’altra favola.

BEAT. Mi direte qualche altra impertinenza?

COR. Non vi è pericolo.

Vi son quattro animali in una grotta,

Ciascun de’ quali il nuovo cibo aspetta.

Entra il custode, e tre di loro in flotta

Gli vanno incontro per mangiare in fretta.

Il coniglio non esce e non borbotta,

E quel che dagli il suo padrone, accetta.

E il padron porge al buon coniglio il frutto,

Perché gli altri trovar lo san per tutto.

BEAT. Vuol dire la vostra favola, per quel che intendo, che la carità va fatta a chi non la sa domandare.

COR. Per l’appunto.

BEAT. Quand’è così, i poeti certamente da me non l’avranno.

COR. E perché?

BEAT. Perché essi domandano più sfacciatamente degli altri, onde li disprezzo tutti egualmente.

COR. Un’altra favola, e vado via.

BEAT. Oh, sono annoiata!

COR.

Di animali porcini era una truppa,

Che mangiava di semola la pappa;

Di moscato fu lor data una zuppa,

Entro le madreperle fatte a cappa.

Ciascuno si ritira e si raggruppa,

E dal moscato e dalle perle scappa;

Onde queste parole sono uscite:

Ai porci non si dan le margarite.(parte)

BEAT. Temeraria, indegna! Questo ancor dovrò soffrire? Giuro al cielo, se non mi vendico, non son chi sono.

 

 

 


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