Carlo Goldoni
Il poeta fanatico

ATTO TERZO

SCENA SESTA

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SCENA SESTA

 

Lelio ed Ottavio

 

LEL. Riverisco il signor Ottavio.

OTT. Addio, Ovano Pazzio. Io mi chiamo Alcanto Carinio.

LEL. Il mio carissimo signor Alcanto, la nostra accademia principia male.

OTT. Perché dite questo?

LEL. Perché si ammettono genti forestiere senza sapere chi siano, e invece di formare un’accademia di persone dotte e civili, faremo un’unione di vagabondi e d’impostori.

OTT. Come! La virtù merita in chi si sia essere rispettata. Il signor Tonino è una persona civile, e poi è un eccellente poeta.

LEL. Un eccellente poeta? Mi meraviglio di voi, che per tale credere lo vogliate.

OTT. Non avete sentito con che bravura ha improvvisato?

LEL. Io stimo infinitamente gli improvvisatori, ma fra questi vi sono delle imposture assai.

OTT. Sia comunque volete voi, vi saranno degl’improvvisatori cattivi, ma il signor Tonino certamente è uno dei buoni.

LEL. Se è tale, conviene meglio sperimentarlo. Anticamente dai Greci e dai Latini, per provare i poeti, si accostumavano li certami, nei quali combattè principalmente coi versi Omero con Esiodo, Pindaro con Corinna, e Nerone istesso cantò nei certami, e vinse varie corone.

OTT. Omero con Esiodo? Pindaro con Corinna? Nerone istesso? E voi sapete tutte queste cose?

LEL. L’arte poetica l’ho imparata con fondamento.

OTT. Peccato che siate così satirico. Ditemi dunque, che cosa intendete di dire coll’istoria dei certami?

LEL. Io dico che la competenza e il confronto fanno conoscere i veri e i falsi poeti. Che però conosco io un improvvisatore veneziano vero e reale, che non ha studio, che non ha fondo di scienza, ma canta egregiamente all’improvviso, senza cabale e senza imposture. Se volete che lo mettiamo al cimento con questo signor Tonino, scopriremo la verità.

OTT. Sì; bravissimo, facciamolo prestamente. Ritrovate questo onorato galantuomo, conducetelo qui da me, e facciamo questo certame. Vedete se mi ricordo del termine? Certame.

LEL. Se potrà venire, verrà.

OTT. Manderò subito ad avvisare gli accademici nostri, perché siano presenti al certame. Ora vado dal signor Tonino.

LEL. Non gli dite nulla, non gli date campo che si prepari.

OTT. Bravo. Mi avete illuminato. Anderò a ritrovare mia figlia, a vedere se ha fatto qualche capitolo petrarchesco.

LEL. Benissimo...

OTT. Ah! Che dite di mia figlia? Quello è un portento. Andatene a ritrovare un’altra. Non c’è, non c’è stata, e non ci sarà. Che Petrarca! Che Ariosto! Che Tasso! Ma dite la verità, non è una cosa che fa stordire? Non fa dar la testa nelle muraglie? Fidalma Ombrosia, Fidalma Ombrosia.

Fidalma, a te m’inchino;

Fidalma, onor del sesso femminino. (parte)

LEL. È pazzo per questa sua figlia. Io me lo godo infinitamente.

 

 

 


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