Carlo Goldoni
Il poeta fanatico

ATTO TERZO

SCENA UNDICESIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA UNDICESIMA

 

Sala dell’Accademia.

 

Tonino ed Eleonora

 

TON. Cossa vuol dir? Un’altra accademia! S’ha da far la lizion do volte al zorno?

ELEON. Sono stata anch’io poco fa invitata con un’ambasciata dal signor Ottavio, ma non so a qual fine.

TON. Sarà per goder qualche frutto della virtù della gentilissima siora Eleonora.

ELEON. Voi mi mortificate, signor Tonino; sarà più tosto per ammirar nuovamente la prontezza del vostro spirito.

TON. Le mie leggerezze no le merita incomodar soggetti de tanta stima.

ELEON. Avete dunque deciso, che la grazia sia preferibile alla bellezza?

TON. Sta decision per altro no l’ha gnente da far con ella.

ELEON. No certamente, perché io non sono né graziosa, né bella.

TON. Anzi perché la grazia e la bellezza le se trova in ella unide perfettamente.

ELEON. Voi mi mortificate.

TON. (La fa bocchin. La gode anca ella sentirse lodar. Tutte le donne le xe compagne). (da sé)

ELEON. Voi per altro vi siete protestato, che una donna bella vi piace.

TON. Cospetto del diavolo! A chi no piaseravela?

ELEON. Ma qual è la bellezza, che a voi piace più delle altre?

TON. Ghe dirò: quando m’avesse da innamorar, me piaserave una donna de statura ordenaria, ma più tosto magretta, perché el troppo grasso me stomega. Averia gusto che la fusse brunetta, perché dise el proverbio: El bruno el bel non toglie, anzi accresce le voglie. Voria che la gh’avesse do bei rossi vivi sul viso, la fronte alta e spaziosa, la bocca ridente coi denti bianchi e sora tutto do bei occhi negri, piccoli e furbi. Una bella vita, un bel portamento, un vestir nobile e de bon gusto, che la parlasse presto e pulito, e che sora tutto la fusse bona, sincera, e affabile, e de bon cuor.3

ELEON. È difficile trovar unite tutte queste prerogative.

TON. E pur, la me permetta che el diga, le se trova in ella epilogade perfettamente.

ELEON. Voi mi mortificate.

TON. (La va in bruo de lasagne). (da sé)

ELEON. Voi siete un grazioso poeta.

TON. Son tutto ai so comandi.

 

 

 





p. -
3 Questo era il ritratto di quella che faceva la parte di Eleonora: la signora Vittoria Falchi.



Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License