Carlo Goldoni
Il poeta fanatico

ATTO TERZO

SCENA QUATTORDICESIMA

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SCENA QUATTORDICESIMA

 

Corallina e detti.

 

OTT. Signora Corallina, avete saputo il maritaggio di mia figliuola?

COR.

Coppia gentil, che il faretrato Amore

Unì soavemente in dolce nodo,

Della pace, che prova il vostro cuore,

Veracemente mi consolo e godo.

Il cielo vi difenda da ogni affanno

E vi doni un bambino in capo all’anno.

OTT. Bravissima.

ROS. Vi sono molto tenuta.

OTT. (Rispondetele in versi). (a Rosaura, piano)

ROS. (All’improvviso non so comporre). (ad Ottavio)

OTT. (Diavolo! Non vorrei che rimaneste in vergogna). (a Rosaura, piano)

ROS. Sì, cara signora Corallina, vi sono tenuta...

OTT. Il matrimonio ha fatto fuggire dalla fantasia di mia figlia le Muse, che sono vergini e vergognose. Risponderò io per lei. Ore, odo, anno.

Magronia, voi ci fate troppo onore,

Voi eccedete in troppo alto modo,

Poiché Imeneo col marital calore

La mia figlia... toccò.. siccome il sodo

Della prole risponde al primo anno,

Donna fia sempre donna, e non è danno.

COR. Bravo, bravo. Me ne rallegro.

OTT. Compatirete.

 

 

 


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