Carlo Goldoni
Componimenti poetici

POESIE IN LINGUA E IN DIALETTO DEL PERIODO VENEZIANO (1748 - 1762)

TE DEUM LAUDAMUS Per la ricuperata salute di Sua Maestą Cristianissima Luigi XV, presentato alle loro Altezze Reali Don Filippo Infante di Spagna Duca di Parma, Piacenza e Guastalla, etc. e Madama Reale di Francia Luigia Lisabetta Infanta Consorte.

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TE DEUM LAUDAMUS

Per la ricuperata salute di Sua Maestà Cristianissima Luigi XV, presentato alle loro Altezze Reali Don Filippo Infante di Spagna Duca di Parma, Piacenza e Guastalla, etc. e Madama Reale di Francia Luigia Lisabetta Infanta Consorte.

 

Dichiarazione dell’Autore.

Allor che Parma giubilar s’udio

Per la salute del Monarca Franco,

Lodi cantando al sempiterno Iddio

Che il braccio stese, e gli difese il fianco,

Io nel letto giacea per destin rio,

Da dolori trafitto il lato manco,

E col labro divoto, e più col cuore,

Ecco i carmi innalzati a Dio Signore.

 

Te Deum laudamus, te Dominum confitemur.

 

Dio del Cielo, a te sia lode,

Che salvasti il grande, il prode,

Della fede il difensor.

Confessiam che la tua mano

Render seppe il colpo vano

Dell’indegno assalitor.

 

Te æternum Patrem omnis terra veneratur.

 

 Ogni terra ed ogni gente

Venerar, chiamar si sente

Un Dio Padre universal.

Padre fosti al pio Monarca

Arrestando della Parca

L’empia mano micidial.

 

Tibi omnes Angeli, tibi Cœli et universæ Potestates,

Tibi Cherubin et Seraphin incessabili voce proclamant.

 

Gli Angioletti a te d’intorno,

Ogni Ciel di stelle adorno,

Le superne Potestà,

E gli ardenti Serafini,

E gli alati Cherubini

Van cantando in società.

 

Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus Sabaoth.

 

Santo il Dio dell’alta Gloria,

Santo il Dio della Vittoria,

Dio d’Abramo e di Mosè.

Santo, Santo il Dio clemente,

Che con destra onnipossente

Ha salvato un sì gran Re.

 

Pieni sunt Cœli et Terra majestatis Gloria tua.

 

Quel che sei, gran Dio, ti sveli:

Per te l’orbe, per te i cieli

Pieni son di maestà.

E nel mondo a comun bene

Da Luigi si sostiene

La regal tua potestà.

 

Te gloriosus Apostolorum Chorus.

 

Degli Apostoli il festoso

Coro eletto glorioso

Forte scudo alla tua ,

Va mostrando a tutto il Cielo

Successor del loro zelo

Della Francia il giusto Re.

 

Te Prophetarum laudabilis numerus.

 

Dai veridici Profeti

Che di Dio gli alti decreti

Presagir s’udiro allor,

Sento a dir: del gran Luigi

Non temer, godrai Parigi

Lungo il regno, e lieto il cor.

 

Te Martyrum candidatus laudat Exercitus.

 

E de’ Martiri beati,

Da Dio stesso in Ciel premiati

Qual sostegno di sua ,

Sento a dir lo eletto:

Ah da noi sia benedetto

Chi ha serbato un sì buon Re.

 

Te per orbem Terrarum Sancta confitetur Ecclesia.

 

Chiesa Santa in ogni loco,

Sotto il ferro, in mezzo al foco,

Canta, e adora un Dio Signor;

Ma trionfa, ma rissiede

Lo stendardo della Fede

Di Luigi in mezzo al cor.

 

Patrem immensæ Majestatis.

 

 Santa Chiesa in Ciel comprende

Un Dio Padre, che s’estende

Per l’immensa eternità;

Che d’amor previde il frutto

Pria del tempo, e pria del tutto,

Per la nostra umanità.

 

Venerandum tuum verum et unicum Filium.

 

E un Dio Figlio non creato,

Ma dal Padre generato

Sol per opra dell’amor;

Figlio, è ver, ma tutta in esso

Ha l’essenza dell’istesso

Suo divino Genitor.

 

Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.

 

E lo Spirto, che spirato

Dai due petti, ha in Ciel formato

Tre persone, ed un Dio sol.

Chi non venera, e non crede

Il mister di Santa Fede,

Fugga pur dal Franco suol.

 

Tu Rex Gloriæ, Christe.

 

Buon Gesù, Re della Gloria,

Che recasti a noi vittoria

Della colpa, e di Satan,

Tu che rendi i Re felici,

Di Luigi gl’inimici

Fa che siano armati invan.

 

Tu Patris sempiternus es Filius.

 

Tu del Padre eterno Figlio,

Riparasti il gran periglio

Dell’oppressa umanità.

Deh ripara il Cristian Regno

Dall’insidie, dallo sdegno,

Dell’ostil ferocità.

 

Tu ad liberandum suscepturus hominem, non horruisti Virginis uterum.

 

Nel vestir la spoglia umana,

Della Vergine Sovrana

Tu serbasti intatto il ve1.

Deh la Vergine tua Madre

Di Luigi in fra le squadre

Della sostenga il zel.

 

Tu, devicto mortis aculeo, aperuisti credentibus Regna Cœlorum.

 

Vincitor di cruda morte

Ai fedei le chiuse porte

Tu facesti in Cielo aprir,

E il Re pio da Te s’invita,

Dopo un secolo di vita,

il suo premio a conseguir.

 

Tu ad dexteram Dei sedes, in gloria Patris.

 

Tu che in Ciel fra l’alme squadre

Alla destra del Dio Padre

Cinto sei di maestà,

Fa, Signor, che del Re Franco

Sieda ognor ministra al fianco

L’incorrotta fedeltà.

 

Judex crederis esse venturos.

 

Si vedrà nel fatale

Del gran colpo micidiale

Qual sia stato il folle autor:

Ma fratanto i rei dissegni

Dei protervi e degl’indegni

Tu deludi, o pio Signor.

 

Te ergo quæsumus, tuis famulis subveni, quos prætioso Sanguine redemisti.

 

Delle membra il sacro umore

Che donasti al peccatore,

Lo spargesti ancor per me.

Fur comuni i dolci affetti,

Ma il maggior fra’ tuoi diletti

Sarà sempre un giusto Re.

 

Æterna fac cum Sanctis tuis in Gloria numerari.

 

Fra i celesti eterni Eroi

Sia Luigi, e i Figli suoi

Scritti in Ciel da tua pietà;

E alla terra i nomi loro

Sian di gloria e di decoro,

Sian d’esempio ad ogni età.

 

Salvum fac populum tuum, Domine, et benedic hæreditati tuæ.

 

Il tuo popolo diletto

Che il suo Re conserva in petto,

Tu difendi, o Redentor.

La sovrana regal Figlia

Di Borbonica famiglia

Benedici, o pio Signor.

 

Et rege eos, et extolle illos usque in æternum.

 

Reggi Tu l’Infante Ispano,

Benedici il mio Sovrano

Che a tal Donna il Cielo unì.

E d’entrambi il regal petto

Arda ognor di quell’affetto

Che li accese il primo .

 

Per singulos dies benedicimus Te.

 

Quando nasce e muore il sole,

Formeran le mie parole

Laudi eterne al Re del Ciel,

Poiché al mesto lor sembiante

La salute d’un regnante

Della pena squarciò il vel.

 

Et laudamus nomen tuum in sæculum, et in sæculum sæculi.

 

Della Parma i buon pastori

Canteran carmi sonori

In eterno a Dio Signor,

Per i Figli fortunati,

Che a tai Sposi ha il Ciel donati,

Della Parma eterno onor.

 

Dignare, Domine, die isto sine peccato nos custodire.

 

Della vita il ratto volo

Può chiamarsi un giorno solo,

Breve giorno, e passaggier.

In tal fa che ti lodi

Degnamente in vari modi

Senza colpe il mio pensier.

 

Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

 

Se per me pregar mi lice,

Pietà chiede il più infelice,

Il più misero cantor.

Chi può far che lieto io cante,

È la Figlia d’un Regnante,

E il suo Sposo e mio Signor.

 

Fiat misericordia tua, Domine, super nos, quemadmodum speravimus in te.

 

 Ma i miei carmi e i voti miei

A te volgo, a te che sei

Il gran Dio della pietà.

Della Senna ognor le sponde

Sian pacifiche e gioconde;

Regni in lor fecondità.

 

In te, Domine, speravi, non confundar in æternum.

 

Spera in Dio, felice Regno,

Che un sì giusto, che un sì degno

Difensore in Ciel ti diè.

Lieta pace tu godrai.

E in Luigi ognor avrai

Il tuo Padre ed il tuo Re.

 

 


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