Carlo Goldoni
Componimenti poetici

L’OMBRA DI TITO LIVIO

PER LA STESSA   SONETTO

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PER LA STESSA

 

SONETTO

 

Lasciatemi cantare, o goccioloni,

A cui non piaccion questi versi miei;

Sieno tristi, sien boni, sieno rei,

Oggi ne debbo far per la Belloni.

Ella fugge di mano alli demoni

Per stare intatta come gli agnusdei.

Ella fugge dall’ugne di colei

Ch’è detta carne, sì nemica a’ buoni.

Ella ha in zero l’amor, l’arco, gli strali;

sente per lo core il brulichio

D’esserne punta, come son cotali.

Ella non cura cieca il mondo rio

Che fedelmente seguon gli stivali;

E le sta solo a cuor Domenedio.

In lei non v’ha desio

Che non sia puro, onesto, semplicetto.

Simile a quel di celeste angioletto.

Nessun terren diletto

Le fa girar, come a certe, il cervello,

Che paion nate per stare in bordello.

A lei non martello

Cosa di mondo; e vestita di nero

Gode il papato dentro al monastero.

 

 


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