Carlo Goldoni
I portentosi effetti della madre natura

ATTO SECONDO

SCENA SETTIMA   Poponcino con spada alla mano, e vari Uomini armati; e detto

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SCENA SETTIMA

 

Poponcino con spada alla mano, e vari Uomini armati; e detto.

 

POP.

Viva il principe nostro!

CEL.

Olà, con chi l'avete?

POP.

Sì, voi principe siete

Di quest'isola nostra,

E il principato e la corona è vostra.

CEL.

Come il sapete voi?

POP.

L'ha confidato

Il vecchio Calimone

A due sole persone;

Ma quando due lo san, lo sanno tutti,

E si è sparsa la voce ai vecchi e ai putti.

CEL.

Ma che fare dobbiam?

POP.

Con noi venite,

Il nemico assalite.

V'insegnerem la strada.

Non temete di nulla: ecco una spada.

CEL.

Andiam... Ma qual ragione

A tradir vi dispone

Quel che finor per principe adoraste?

Non vorrei che fingeste o m'ingannaste.

POP.

Il principe Ruggiero

Odia i sudditi sui,

E le donne vorria tutte per lui.

CEL.

Tutte?

POP.

Sì, quasi tutte.

CEL.

Per esempio,

Di quante si contenta?

POP.

Credo ne prenderebbe insino a trenta.

CEL.

È troppo, è troppo: non si può soffrirlo.

Io vorrei compatirlo

Fino a due, fino a tre...

POP.

Dove apprendeste

Una sì trista scuola?

Non si prende altra donna che una sola.

CEL.

Una sola? e per quanto?

POP.

Una sola, e per sempre.

CEL.

E non si cambia?

POP.

Signor no.

CEL.

Ma se fosse

Fastidiosa e cattiva?

POP.

Godersela convien sino ch'è viva.

CEL.

M'ingannate?

POP.

Signor, vi dico il vero.

CEL.

Questo scoglio davver mi sembra fiero.

POP.

Oh, se cambiar potesse

Il marito la sposa

Cattiva e fastidiosa,

Credetemi, che adesso

Moririan pochi colla moglie appresso.

 

Per vivere in pace

Bisogna soffrir.

S'è donna loquace,

Lasciatela dir.

Se grida, tacete,

Se ride, ridete,

E guai se voleste

A lei contradir!

Son cose - grintose

Che fanno morir. (parte)

 

 

 


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