Carlo Goldoni
Il povero superbo

ATTO PRIMO

SCENA TERZA   Il Cavaliere e Lisetta

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SCENA TERZA

 

Il Cavaliere e Lisetta

 

CAV.

Che indegno, che briccon!

LIS.

Via, compatite.

Non sa cosa si dica.

CAV.

Il mio bastone

Gli farà far ragione. Impertinente!

Non pensano costoro

Che a mangiar, divertirsi,

Né di servir si curano il padrone.

Guardate se colui

Il suo padrone è nel servir attento;

S'alza dal letto, e fugge

Senza darmi neppur la cioccolata.

LIS.

La cioccolata, eh? Di qual colore,

Lustrissimo signore?

CAV.

Come? come? non bevo

Forse la cioccolata ogni mattina?

Prenderla soglio appunto in su quest'ora;

Io non ceno la sera,

E se a prenderla tardo,

Ho lo stomaco mio meno gagliardo.

LIS.

Se comanda, la servo in un istante.

CAV.

Briccone! il fuoco forse

Acceso non avrà; tempo ci vuole,

Prima che fatta sia.

LIS.

Se comanda, signor, gli do la mia.

CAV.

O via, giacché v'è pronta,

Di beverla da voi no, non ricuso.

LIS.

(Già lo sapevo). È scura di colore

La nostra cioccolata.

CAV.

Come a dire?

LIS.

Io non vorrei ch'ella prendesse un fallo,

Credendo che l'avesse il color giallo.

CAV.

Vi piace di scherzar? Voi vi credete

Che non sappia che sia la cioccolata?

LIS.

Oh, so ch'ella lo sa.

E so ch'è dilettante,

E so che in quante case ella conosce,

Suole andarla assaggiando.

CAV.

E quando io dico

Che sia buona, ella è tale.

LIS.

In conoscerla so che non ha eguale.

Vado a servirla, e torno in un momento;

Può trattenersi qui, s'ella è contento. (parte)

 

 

 


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