Carlo Goldoni
Il povero superbo

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA   Lisetta e detto

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SCENA QUINTA

 

Lisetta e detto.

 

LIS.

Buon pro vi faccia.

CAV.

Oh maledetta tosse!

Se la tosse mi prende,

Non bevendo m'affogo.

LIS.

Vi piace questo vino?

CAV.

Oibò, è cattivo.

LIS.

Eppure è del migliore

Che si trovi in cantina del padrone.

CAV.

Assai meglio si trova

Nella cantina mia.

LIS.

Con permissione:

Mi vien detto che il suo

Abbia un difetto grande.

CAV.

E qual difetto?

LIS.

Che troppo asciutto sia, m'è stato detto.

CAV.

Date la cioccolata.

LIS.

Eccola presto.

La sua sarà più buona.

CAV.

È troppo dolce.

LIS.

Per esser perfetta

Sarà forse la sua anco amaretta.

CAV.

Siete di questa villa?

LIS.

Son nata qui, ma de' padroni in casa

Son allevata.

CAV.

Dunque

Allevata in Milano?

LIS.

Per l'appunto.

CAV.

Oh, questa è la ragion che siete astuta.

LIS.

Eppur sono innocente come l'acqua.

CAV.

Come l'acqua però de' maccheroni.

LIS.

Oh giusto, come l'acqua

Con cui suol vossustrissima

Lavarsi l'illustrissima sua faccia.

CAV.

Voi troppo v'avanzate.

LIS.

Oh compatisca:

In questo ell'ha ragione;

Desidero, signor, sua protezione.

CAV.

Via, buona. Son chi sono;

Se vi portate bene, io vi perdono.

 

Cara, fo pace,

La mano toccate

Al vostro signor.

Quel viso mi piace;

Voi tutto sperate

Da un buon protettor. (parte)

 

 

 


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